Il segretario generale provinciale del Sindacato Italiano Lavoratori di Polizia per la Cgil Francesco Genova, sottolinea alcune criticità all’interno della Polizia di Stato
SASSARI - «Le conseguenze delle molteplici disfunzioni che ultimamente impoveriscono e sviliscono l’attività di polizia nel suo insieme sono sotto gli occhi di tutti, ed è bene che i cittadini sappiano che la causa del crescente disagio cui sono sottoposti è frutto solo ed esclusivamente della miope politica sulla sicurezza portata avanti da una Maggioranza parlamentare che su questi argomenti ci ha vinto le elezioni, cavalcando le insicurezze e le preoccupazioni della “gente”». Questo l’incipit dell’intervento di Francesco Genova, segretario generale provinciale del “Silp-Sindacato Italiano Lavoratori di Polizia per la Cgil”, che analizza il momento.
«E’ bene che la società civile – prosegue - intenda quanto stia a cuore ai poliziotti la comprensione di un fenomeno che trascende le singole volontà, per diventare parte integrante di un evidente progetto politico teso a smobilitare la principale forza civile di polizia del paese, a vantaggio di altre forze militari, evidentemente più malleabili in quanto non sindacalizzate e fortemente gerarchizzate. E quindi, anche nella Polizia di Stato, in linea con la politica più generale attuata nel paese, si taglia alla base per rimpolpare al vertice, dove ai poliziotti vengono sistematicamente tagliati dei diritti fino ad oggi acquisiti con lunghe battaglie, attuando misure che non hanno precedenti nella storia della Repubblica, salvo poi dotare i vertici del Dipartimento di jet “privati” per svolgere mere attività di routine. Come si è avuto modo di constatare di recente anche in Sardegna, quando rappresentanti del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, per effettuare la semplice inaugurazione di una scuola di Polizia a Burgos, nella giornata del 7 marzo atterravano ad Alghero-Fertilia con uno di questi jet “privati” della Polizia, per poi essere trasferiti in elicottero fino alla suddetta struttura e fare ritorno a Roma dopo poche ore, spendendo per una semplice cerimonia migliaia di euro dei contribuenti, alla faccia di migliaia di poliziotti e poliziotte che ogni giorno fanno i salti mortali per mandare avanti la “baracca” e portare a casa uno stipendio appena decente».
«Il Silp per la Cgil – si legge nel comunicato - denuncia con forza l’ormai sistematico attacco alla dignità dei lavoratori di Polizia, perpetrato attraverso una serie di provvedimenti, più o meno trasparenti, che giorno dopo giorno minano le basi delle istituzioni democratiche di questo paese. Da ultimo quello con cui si colloca a riposo “forzato” il personale di Polizia il 17 marzo, in occasione della festa per il centocinquantesimo Anniversario dell’Unità d’Italia, ricavando il giorno libero tra quelli già spettantigli di diritto, ovvero utilizzando “d’ufficio”, con un provvedimento varato ad hoc, una della quattro giornate di riposo legge a disposizione del personale e normalmente fruibili a sua totale discrezione nell’arco dell’anno. Praticamente si salva la faccia a spese , ancora una volta, dei lavoratori. Il Silp per la Cgil ritiene ingiusto e giuridicamente sbagliato l’assorbimento automatico di tale festività, ritenendo tale ricorrenza meritevole di dignità propria ed autonoma, e stigmatizza tale ultima sortita del Governo come esempio lampante dell’ennesima grossolana mediazione tra chi il festeggiamento l’ha osteggiato con tutte le sue forze ed il resto del paese che ritiene invece tale giornata fondamentale per il riscatto dell’identità politica e sociale dell’Italia intera. Ancora una volta lasciamo giudicare ai cittadini la pericolosa deriva di una politica sulla sicurezza che giorno dopo giorno sta vanificando anni di lavoro delle Istituzioni Democratiche, impegnate con forza a tentare di costruire una società migliore e più giusta, sperando – conclude Genova - che mai il ruolo dei poliziotti, servitori dello Stato, sarà confuso con quello di chi li governa».
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