E´ questo il senso dell´interrogazione presentata questa mattina alla Camera dal deputato Federico Palomba, vicepresidente della Commissione Giustizia, in seguito al grido d´allarme del presidente della sezione penale del Tribunale di Nuoro, Antonio Luigi Demuro
ROMA - «Il Governo ponga rimedio alla situazione di grave collasso della giustizia a Nuoro e, invece che far morire i processi come vorrebbe la riforma del cosiddetto “processo breve”, consenta che la giustizia funzioni assicurando personale e risorse in misura sufficiente e modificando alcune norme che di fatto rallentano a dismisura i processi minando di fatto la credibilità delle istituzioni». E' questo il senso dell'interrogazione presentata questa mattina alla Camera dal deputato Federico Palomba, vicepresidente della Commissione Giustizia, in seguito al grido d'allarme del presidente della sezione penale del Tribunale di Nuoro, Antonio Luigi Demuro, che pochi giorni fa ha denunciato pubblicamente la difficoltà di far funzionare la giustizia nel capoluogo barbaricino.
«Secondo il magistrato – evidenzia Palomba nell'interrogazione alla quale il ministro Alfano dovrà rispondere in commissione - dei cinque giudici che servirebbero per far funzionare al meglio l’intero settore penale ne mancano ben tre. E i restanti due, con l’aggiunta dello stesso presidente di sezione, devono con estrema difficoltà far fronte ai processi del tribunale monocratico, del collegio e della Corte d’assise mentre un terzo giudice non può ricoprire il ruolo di giudice monocratico perché è stato nominato magistrato da meno di quattro anni. A questa carenza – sottolinea ancora il deputato dell'Idv - si aggiunge il “turn over” di magistrati che determina lunghe assenze per trasferimenti interni, destinazione ad altre sedi e pensionamenti».
«Con la conseguenza che, quando cambia il giudice, gli atti già inseriti nel fascicolo possono essere utilizzati solo se le parti lo consentono (cosa rara pur nella legittimità della posizione negativa delle parti). La conseguenza immediata è l’azzeramento degli atti già compiuti: cosicché i tempi di definizione dei processi si dilatano e la prescrizione corre. Nel gennaio del 2010 – ricorda Palomba - venne pubblicata la vacanza di due posti di giudice penale presso il tribunale di Nuoro, ma non venne presentata alcuna domanda e i due posti rimasero, e sono, vacanti. L'ultimo bando è scaduto il 28 febbraio, ma anche questo è andato deserto».
«La situazione, che si protrae da tempo, determina rinvii di intere udienze e una lentezza “sfiancante” in molti procedimenti», sottolinea Palomba, che chiede al ministro della Giustizia «come valuti la situazione di grave collasso della giustizia a Nuoro e se non ritenga che, invece che far morire i processi come vorrebbe la proposta sul cosiddetto “processo breve”, non ritenga più giusto consentire che la giustizia funzioni assicurando personale e risorse in misura sufficiente e adottando rimedi normativi e ordinamentali, quale l’abrogazione della norma che dispone il divieto di svolgere funzioni monocratiche al termine della prima valutazione di idoneità».
Commenti