Lo stato non riconosce il Protocollo d´Intesa fimato nel 2009 e non sblocca i finanziamenti Cipe per l´aerostazione di Alghero. Problemi anche con i fondi Fas
ALGHERO - "Ampliamento del sistema aeroportuale", "riqualificazione della pista di volo", "costruzione di un parcheggio multipiano" e "interventi alle principali strutture dello scalo". Erano gli interventi prioritari che avrebbero dovuto riguardare il Riviera del Corallo di Alghero, inseriti nel protocollo d'intesa ri-visitato e ri-firmato a Olbia, il
27 giugno 2009, che assegnava 93 milioni e 780 mila euro alle tre aree aeroportuali sarde per opere infrastrutturali (per un investimento di 16 milioni di euro su Alghero). Soldi, a quanto pare, bloccati da Roma.
E' il consigliere regionale di Alghero Mario Bruno a chiedere al Governatore Cappellacci dove siano finiti i finanziamenti. Il consigliere algherese ricorda «la firma del Presidente, davanti a flash e telecamere». «Di quelli - aggiunge Mario Bruno - a parte gli articoli di giornale, non è rimasta traccia». In pratica il Cipe non li ha mai sbloccati e quasi certamente mai li sbloccherà. Come dire, una vera beffa.
Ma c'è di più. Rimane lettera morta, dice ancora il capogruppo del partito democratico in regione, anche il piano di riorganizzazione presentato alla Regione dagli attuali vertici Sogeaal nel luglio 2010, almeno nella parte relativa alla copertura finanziaria degli interventi programmati (circa 22 milioni) che sarebbe dovuta arrivare dai Fas o attraverso anticipazione degli stessi a mezzo di formule di finanziamento ad hoc.
«È noto a tutti che la Regione avesse fatto richiesta alla Banca europea degli investimenti per ottenerli, nell’ambito di una progettualità generale, e che la Bei aveva già deliberato favorevolmente la linea di credito: peccato che la Regione, lo scorso 21 dicembre, non abbia firmato l’accordo con Bei». «Nel frattempo, la Sogeaal - prosegue Mario Bruno - vede ormai slittati i periodi stimati dal piano di riorganizzazione per l’avvio e il termine degli interventi indispensabili per la riqualificazione dell’aerostazione anche in chiave commerciale, vero e proprio punto debole dello scalo e fonte di mancanza di quegli introiti che avrebbero dovuto fare la differenza con la concessione della gestione totale».
«Se a ciò aggiungiamo - conclude Mario Bruno - che anche le vecchie risorse finanziate dal Cipe (5 milioni) per il rifacimento del lato arrivi dell’aerostazione (mai eseguito nonostante la gara di appalto aggiudicata nel 2005 da una associazione temporanea di imprese) non sono oggi disponibili, se non in parte, si intuisce la drammaticità di una situazione che mi farò carico di portare alla luce in Regione attraverso una interpellanza alla quale chiederò sia data risposta urgente».
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