Ma per saldare gli arretrati delle leggi d´incentivo sarà necessario, d´accordo con le associazioni di categoria, abbassare la percentuale degli interventi a fondo perduto. Lo ha riferito alla Sesta Commissione l´assessore Depau. Dal Por le risorse fresche per il turismo. Quasi 10 mila pratiche da smaltire sulla legge 9 del Commercio
CAGLIARI - La Giunta punta sull´artigianato ("i soldi investiti nella legge 51 hanno prodotto un risultato che apprezziamo: oltre duemila aziende, tutte sarde"), ma non trascura, nei limiti di un bilancio restrittivo, turismo e commercio. Lo ha detto, in audizione presso la Sesta commissione - presidente, l´on. Giovanni Giagu - l´assessore Depau, illustrando i contenuti del bilancio 2005, all´esame del Consiglio. Le risorse sono poche e ci sono consistenti arretrati. E´ il caso della legge 9 sul commercio (9500 domande da smaltire; almeno 35 milioni il fabbisogno). Giocoforza sarà necessario ridurre la percentuale a fondo perduto, dal 40 al 15 per cento. Un incontro in programma con le associazioni di categoria ufficializzerà questo percorso. Lo stesso previsto, previa concertazione, per la 51, dove le domande in stand by sono duemila e il fabbisogno, a detta della banche, viaggia fra gli 80 e i 90 milioni. In questo modo - ha spiegato l´assessore - la Giunta ritiene di reperire risorse fresche; ma annunciato che, d´ora in avanti, le tutte leggi di incentivazione (c´è un accordo in tal senso con l´Industria) avranno un massimale inferiore al 40 per cento, insopportabile con le risorse disponibili. Non ci saranno più leggi a sportello, "che danno troppe aspettative e sono considerate una specie di bancomat; ma quando i soldi finiscono non ce n´è più per nessuno". I bandi, tuttavia, saranno "semplici e chiari"; per partecipare, insomma, "non sarà necessario rivolgersi al commercialista".
Priorità (commercio) ai consorzi fidi e (turismo) alla legge 7, che finanzia le grandi manifestazioni; quest´ultima, però, con un nuovo bando che privilegi gli spetti strettamente legati all´attrazione turistica.
Sul turismo c´è l´aspettativa dei 28 milioni dei Por, che verranno prevalentemente usati per la destagionalizzazione, gli alberghi diffusi (secondo il modello anche delle "camere sparse" con lo scopo di rivitalizzare i centri storici. Progetto, quest´ultimo, che andrà d´intesa con le aggregazioni commerciali).
Non c´è niente, invece, per la legge 1 (la ex 28 sull´imprenditoria e l´occupazione giovanile): le risorse sono limitate alle iniziative in corso. I pregresso è consistente.
Mentre il centrosinistra ha chiesto di conoscere la situazione di tutte le leggi di incentivazione, l´opposizione (on. Sergio Pisano dei Riformatori) ha criticato la volontà «di voler cambiare le regole" di bandi che non possono essere modificati. Preoccupa la legge 1, che promuove la disoccupazione e l´avvio all´imprenditoria giovanile; "è una legge importante, alla quale non si vuole dare gambe».
Replica dell´assessore: «dai miei uffici non uscirà un solo provvedimento fuori norma»; ma bisogna cominciare a pensare al futuro, alla riduzione delle risorse del 2006. La Giunta studia nuove politiche ("i soldi non sono tutto") ricordando che il turismo deve puntare sui beni immateriali, cioè su una nuova cultura d´impresa "non fondata sul mattone". L´assessore ha ricordato che il pil del turismo sardo è basso (7 per cento), rispetto alla media nazionale (12 per cento), per non parlare della Spagna (19 per cento).
L´on. Mariano Contu ha chiesto perciò all´assessore garanzie su iniziative che favoriscano "un´operazione culturale" adeguata agli obiettivi ("basta con i corsi di formazione per i camerieri; pensiamo ai master per i dirigenti d´azienda") mentre l´on. Cherchi (Ds) ha replicato a Pisano: sulla legge ! i soldi ci sono, circa 34 milioni (metà, grosso modo, sul lavoro e metà sul turismo): l´importante e riuscire a spenderli bene.
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