Lo rivendica il consigliere regionale algherese Carlo Sechi che chiede con forza l’apertura della base militare di Alghero, sempre coperta da segreto Nato
ALGHERO - Smilitarizzare la Sardegna e riconvertire l’economia isolana in un’economia di pace. E’ quanto proposto dal gruppo consiliare Comunisti - La Sinistra Sarda - Rosso Mori e dall’Idv in una conferenza stampa dove è stata illustrata la mozione, primo firmatario Claudia Zuncheddu (Comunisti - La Sinistra Sarda - Rosso Mori), sul grave fenomeno sanitario di neoplasie che interessa le popolazioni e gli allevamenti della zona di Quirra.

Ritorna d'attualità anche l'incombente servitù a pochi chilometri dalla città di Alghero, con il consigliere regionale Carlo Sechi che ricordando i festeggiamenti per il 150° anniversario dell’unità d’Italia, ha dichiarato: «Noi sventoliamo non il Tricolore ma la bandiera dei Quattro Mori, rivendicando nei confronti dello Stato un’occupazione militare coloniale». Sechi ha quindi condannato «quel pietismo peloso» nei confronti dei giovani che cadono in battaglia e ignora quanti a Quirra muoiono per effetto di «armi più subdole».

«Da oggi inizia una battaglia puntuale» contro la presenza delle basi militari nell’Isola, come quella di Poglina ad Alghero la cui presenza nel nostro territorio è definita «una vergogna». «Rivendichiamo con forza l’apertura della base di Alghero – ha sostenuto Sechi – che sappiamo essere stata una base Gladio e che risulta ad oggi ancora coperta dal segreto Nato». Carlo Sechi ha quindi proposto che la smilitarizzazione territoriale possa avvenire attraverso progetti di addestramento della protezione civile, «sfruttando la posizione strategica della Sardegna nel Mediterraneo».
Nelle foto satellitari: la base militare di Poglina ad Alghero
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