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Alberto Becciu 14 dicembre 2010
Cataratta, conoscerla per curarla
Il cristallino, come la maggior parte degli organi del nostro corpo non era “stato pensato” per durare così tanti anni e quindi, una volta superati i 50/60 anni va incontro a una progressiva opacizzazione


ALGHERO - Si parla spesso di cataratta e colgo l’occasione per spiegare meglio che cosa è e come si cura. Il nostro occhio, proprio dietro la pupilla, contiene il cristallino, una vera e propria lente a forma di grossa lenticchia trasparente; questa lente, attraverso alcuni muscoli, varia la propria curvatura facendo in modo che le immagini risultino sempre a fuoco sulla retina, la quale è una sorta di parabola che raccoglie le immagini e le invia al cervello.

Il cristallino, come la maggior parte degli organi del nostro corpo non era “stato pensato” per durare così tanti anni e quindi, una volta superati i 50/60 anni va incontro a una progressiva opacizzazione e indurimento, tali da pregiudicare una buona distinzione dei colori e una discreta messa a fuoco delle immagini.

L’avanzare inesorabile dell’età è la prima causa della comparsa della cataratta, ma condizioni come il diabete e altri squilibri metabolici possono accelerarne la comparsa e inoltre si deve considerare che esiste anche una cataratta congenita che manifesta i propri sintomi già in giovane età.

Cosa si può curare la cataratta? Essendo una vera e propria lente trasparente, il cristallino non è vascolarizzato e non venendo raggiunto dal sangue (come la cornea, la lente anteriore dell’occhio), non è potenzialmente influenzato dai farmaci, quindi l’unico rimedio è la sostituzione dello stesso.

Da diverso tempo l’intervento per la cataratta si esegue in anestesia locale, dura circa 15 minuti e lascia solo un piccolissimo fastidio per 1-2 giorni. Per sottoporsi all’intervento è comunque necessaria la visita oculistica, avere a disposizione analisi del sangue recenti e fare l’intervento in sala operatoria alla presenza dell’anestesista, garante del vostro stato di salute in tutte le fasi dell’intervento.
L’intervento consta nella sostituzione del cristallino con una nuova lente artificiale graduata a seconda della condizione del paziente e garantisce nella stragrande maggioranza dei casi, un “ringiovanimento visivo” davvero soddisfacente.
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