Il segretario generale della Cisl sarda Mario Medde invoca la soluzione della vertenza entrate dal Governo. Oggi la commissione paritetica Stato-Regione. In caso di fallimento annunciata una manifestazione popolare
CAGLIARI - «Sono più di 100mila i lavoratori sardi che utilizzano tutte le varietà degli ammortizzatori sociali previsti dalle leggi nazionali; quasi 1/5 della forza lavoro dell’Isola. Sono invece 50mila circa i giovani sardi in età lavorativa, inoccupati, e privi di qualsiasi copertura e tutela normativa. E’ questo uno spaccato drammatico della questione sociale della Sardegna» - dice il segretario regionale della Cisl Mario Medde.
«In un contesto sociale ed economico così complicato - prosegue Medde - anche per la dimensione internazionale della crisi, la Regione Sardegna, se vuole essere realmente efficace nel contrastare la crisi, deve affrontare e risolvere due priorità: l’aumento delle entrate, con il pagamento di quanto è dovuto dallo Stato alla Regione e il riconoscimento e parametrazione di principio e dei costi dell’insularità, l’aumento della capacità di spesa della Regione attraverso la rinegoziazione del patto di stabilità, la qualificazione della spesa e l’eliminazione dei residui passivi».
Precondizioni necessarie - secondo il sindacato - perché l’Isola possa contrastare positivamente gli effetti della crisi e contribuire a promuovere una nuova fase di crescita economica e sociale. In attesa della riunione della commissione paritetica Stato-Regione, prevista per oggi, martedì 7 dicembre, Cgil, Cisl e Uil, hanno già comunicato la loro intenzione di organizzare una manifestazione popolare in caso di risposta negativa da parte del Governo.
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