Un quadro dai coloro scuri, che non fa, purtroppo, presagire niente di buono. Il mondo dei campi è oberato dai debiti, sono almeno duemila le aziende che rischiano di finire all´asta; l´indebitamento complessivo sfiora i duemila miliardi di lire
CAGLIARI - L´agricoltura sarda è morta, a meno che il potere politico non ottenga, dalle autorità comunitarie, impegni e decisioni in grado di far superare, al settore primario sardo, la attuale, difficilissima, situazione di crisi e di favorirne il suo rilancio.
E´ quanto emerso, questo pomeriggio, nel corso della lunga audizione, nel corso della quale i consiglieri della Commissione agricoltura ed Ambiente del Consiglio regionale, presieduta da Alberto Sanna, hanno sentito le ragioni, le richieste, le lamentele dei rappresentanti del mondo agricolo isolano. All´appuntamento, sollecitato dai rappresentanti delle organizzazioni professionali agricole, si sono presentati i massimi dirigenti della Confagricoltura, della Cia, della Coldiretti, delle organizzazioni maggiormente rappresentative del mondo dei campi. Ed i rappresentanti degli operatori agricoli hanno illustrato una situazione drammatica, frutto di situazioni obiettivamente difficili, ma ricorrenti, di scelte che non hanno avuto gli effetti positivi sperati.
Un quadro dai coloro scuri, che non fa, purtroppo, presagire niente di buono. Il mondo dei campi è oberato dai debiti, sono almeno duemila le aziende che rischiano di finire all´asta; l´indebitamento complessivo sfiora i duemila miliardi di lire, superiore al prodotto interno lordo del comparto; tutti i settori, tutte le produzioni, anche quelle più tipiche, sono in crisi o mostrano preoccupanti segni di "appesantimento".
Occorrono scelte politiche moderne, innovative, in grado di rilanciare un settore condizionato dalle scelte comunitarie, che stanno spostando il baricentro agricolo verso i Balcani, di garantire la vita ad un sistema agricolo costretto, dopo l´ormai imminente 2012, a difendersi dalla preoccupante concorrenza delle agricolture dei paesi africani e quelle dei paesi dell´est, ormai parte integrante o prossimi nuovi soci del mercato unico europeo.
Occorrono politiche di grande respiro, il riconoscimento dei nostri diritti, la tutela della nostra insularità, un effettivo fattore geografico negativo, scelte imprenditoriali capaci di esaltare la qualità e conquistare i mercati più ricchi del mondo.
Una sfida epocale, hanno concordato consiglieri regionali e rappresentanti degli imprenditori agricoli, alla quale non ci si può sottrarre. Ma intanto, per affrontare l´emergenza, servono interventi presso le banche per ridurre il peso dei debiti, per evitare le vendite giudiziarie, per permettere a coloro che vogliono resistere di "continuare ad andare avanti". Ma in Sardegna non esistono più, o quasi, istituti di credito che pratichino il credito agrario, non esistono banche sensibili nei confronti delle crescenti esigenze del mondo agricolo, hanno denunciato i rappresentanti delle organizzazioni professionali, ed hanno chiesto interventi urgenti, immediati, per modificare questo stato di cose.
Il dialogo tra le parti, comunque, continuerà. Le organizzazioni professionali, nei prossimi giorni, faranno giungere una loro proposta concreta, sulla quale aprire un confronto. La commissione Agricoltura, dal canto suo, proseguirà il suo approfondimento sui temi del comparto, chiedendo al presidente Soru ed all´assessore Addis di illustrare le loro scelte politiche, in una prossima audizione. Poi, la Commissione alla luce di queste proposte, di questi programmi, elaborerà i documenti, le iniziative politiche necessari per dare risposte concrete ad un comparto in gravissima crisi, ma che è pur sempre il più importante, anche in termini sociali, del sistema produttivo sardo.
La Quinta si è anche occupata dei problemi dei Consorzi di bonifica, alle prese con i "tempi troppo stretti" previsti dal POR per la realizzazione di importanti programmi nel campo delle infrastrutture idriche. La Commissione, per approfondire alcuni aspetti legati alla realizzazione di alcuni progetti, specialmente nel comprensorio di bonifica della Nurra, ha ascoltato, in audizione, il segretario regionale della Fillea Cgil, Carmelo Farci, il quale ha sollecitato iniziative politiche urgenti per far slittare i tempi previsti per la consegna di importanti opere, che scadevano lo scorso 31 dicembre.
Lungaggini amministrative e burocratiche hanno impedito di bandire le gare di appalto, e di affidare i lavori alle imprese aggiudicatarie, in tempi ragionevoli, ha detto il segretario regionale della Fillea Cgil, ed ora si rischia di perdere finanziamenti per una trentina di milioni di euro, con la possibilità che molte centinaia di persone perdano il loro lavoro. Il "caso", che interessa praticamente tutti i Consorzi di bonifica della Sardegna, sarà approfondito nei prossimi giorni, quando la Commissione prenderà le opportune decisioni.
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