Mauro Ortu si era rifugiato a Yaroslavi dopo che era stato condannato a 18 anni. E' stato riconosciuto come l’organizzatore dell’importazione di 3kg di cocaina sequestrata nel 2001 ad Alghero
ALGHERO - E' finita la latitanza per Mauro Ortu (nato l'11 dicembre 1969), catturato alle 19.50 di sabato notte dalle forze speciali della polizia russa a Yaroslavl, una città a 300 chilometri a nord est di Mosca, in Russia, con il coinvolgimento della polizia italiana e dall'Interpol. L'uomo al momento dell'arresto non avrebbe opposto resistenza, data anche la presenza della figlia infante in casa, ed è stato associato in carcere in attesa di una successiva estradizione verso il territorio italiano.
Il ricercato, di Guasila, comune 2.800 abitanti della provincia di Cagliari, nella regione della Trexenta, era ricercato dal 2004 dopo essere stato condannato a 18 anni di reclusione per traffico di stupefacenti, e considerato uomo di assoluto spessore criminale, emerso in numerose indagini del passato tutte inerenti l’importazione in Sardegna di ingenti quantitativi di stupefacente (eroina, cocaina e hashish) e in grado di intrattenere rapporti illeciti direttamente con le organizzazioni criminali della penisola (in particolare la ‘ndrangheta) e in collegamento con numerose propaggini della consorteria criminale individuate sia in nazioni europee, ma anche in Medio Oriente e nel Sud America.
La condanna era stata comminata dalla Corte D’Appello del Tribunale di Sassari e confermata dalla Corte di Cassazione, in quanto Ortu è stato riconosciuto come l’organizzatore dell’importazione di 3 Kg di cocaina purissima sequestrata il 14 settembre 2001 da personale del Commissariato di Alghero – nell’ambito dell’operazione denominata “Camoscio 2” – a Costadura Antonio e Lo Giudice Priolo Patrizia. Questi ultimi, arrestati e giudicati separatamente, erano due cittadini di nazionalità belga giunti il giorno precedente in Sardegna a bordo della nave Genova – Porto Torres.
Lo stupefacente venne rinvenuto occultato all’interno di un’autovettura Skoda Octavia, noleggiata in Belgio, con cui erano giunti a Genova, via terra, per poi imbarcarsi per la Sardegna. Per tale fatto fu tratto in arresto, oltre ai due predetti corrieri, anche un altro cittadino di Guasila, Marco Porru, complice dell’Ortu nell’importazione dello stupefacente. All'individuazione del rifugio del latitante ha contribuito anche la Polizia giudiziaria del commissariato di Alghero, oltre agli investigatori delle sezioni criminalità organizzata delle squadre mobili di Cagliari e Sassari.
Gli investigatori sarebbero arrivati al nascondiglio con una meticolosa attività di controllo coordinata dal Sostituto Procuratore dr. Michele Incani della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Sassari, basate sopratutto sulle analisi delle utenze telefoniche di persone legate al latitante e dopo specifiche verifiche dei loro tabulati degli ultimi anni.
Nella foto: il latitante arrestato
Ultimo aggiornamento ore 19
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