L’associazione per la tutela del patrimonio segnala il proprio apprezzamento per il progetto che, attraverso i finanziamenti dei Por e Pit, si riallaccia al precedente “Terra incognita–Territorio Museo” e prevede un sistema museale integrato, con l’utilizzo delle strutture pubbliche di valore storico e culturale
ALGHERO - Il nucleo di Alghero di “Italia Nostra” è intervenuto, con una lettera aperta, sul progetto ideato per l’utilizzo delle torri cittadine. Nella missiva, indirizzata al sindaco Tedde e, per conoscenza, all’Assessore Muroni e al dirigente dei servizi culturali Masia, l’associazione per la tutela del patrimonio segnala il proprio apprezzamento per il progetto che, attraverso i finanziamenti dei Por e Pit, si riallaccia al precedente “Terra incognita–Territorio Museo” e prevede un sistema museale integrato, con l’utilizzo delle strutture pubbliche di valore storico e culturale.
La proposta del Comune ha lo scopo, infatti, di promuovere attraverso questi percorsi virtuali la conoscenza della città e del territorio circostante. Le strutture, che si aggiungeranno alle fortificazioni, come il Carceretto di Via Carlo Alberto (museo archeologico), Villa Costantino (Museo del Corallo), il Forte della Maddalenetta e il Palazzo Serra, saranno inserite in itinerari tematici. Secondo l’associazione è tuttavia necessario divulgare in maniera più efficace e approfondita quest’articolata proposta. Inoltre è indispensabile, secondo il nucleo algherese di Italia Nostra, trarre spunti esterni, per esempio, anche dal forum del progetto Agenda 21. Altrettanto utile potrebbe essere una minuziosa cura degli spazi interni a vista dei monumenti e delle torri, la cui tipologia polifunzionale permetterebbe svariate attività, utili alla comunità, oltre che ai visitatori di Alghero. Un ulteriore suggerimento riguarda il maggior risalto che il cuore antico di Alghero potrebbe guadagnare con un’idonea illuminazione notturna dei monumenti.
L’ultima segnalazione, che conclude la lista dei suggerimenti, riguarda il patrimonio ambientale del circondario, come la riserva marina di Capo Caccia e il parco regionale di Porto Conte, la cui valorizzazione e conoscenza, secondo Italia Nostra, sono ancora scarse. Il Parco di Porto Conte, in particolare, è, secondo l’associazione, “un’area del tutto priva, dopo 5 anni dalla sua istituzione, di un’idonea conduzione di salvaguardia–valorizzazione”. Una critica, che trova riscontro nella scarsa conoscenza, da parte di numerosi cittadini, addirittura dell’esatta localizzazione e dei confini dell’importante parco regionale.
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