Tentato omicidio, lesioni personali, danneggiamento aggravato e resistenza a pubblico ufficiale, le accuse rivolte a tre uomini residenti a Foggia. Provvidenziale l'intervento dei Carabinieri in un noto bar della Riviera del Corallo
ALGHERO - Nel corso della notte scorsa, i Carabinieri della compagnia di Alghero hanno arresto di tre uomini, m.a., 46 enne, m.s., 43 enne, m.p., 35enne, tutti pregiudicati originari della provincia di Foggia, legati da vincoli di parentela (due sono fratelli ed il terzo cognato dei primi due). I tre uomini, che si erano recati presso un noto locale notturno alla periferia di Alghero, dopo avere ordinato dell’alcool al bancone di mescita, hanno dapprima importunato per futili motivi alcuni avventori e personale di servizio nel locale.
Una volta invitati ad uscire, hanno danneggiato alcuni arredi ed aggredito a colpi di bottiglie e pugni alcune persone presenti, tra cui il gestore del locale, due delle quali sono dovute ricorrere alle cure sanitarie per ferite non gravi. Una volta usciti in strada hanno proseguito la loro aggressione in particolare nei confronti del gestore del locale: uno dei tre, dopo essersi messo alla guida della propria Chevrolet Matiz, ha tentato di investire l’uomo, il quale è riuscito ad evitare l’impatto grazie alla prontezza dei riflessi. L’autovettura, successivamente sottoposta a sequestro penale, è andata a sbattere a forte velocità contro il muro perimetrale dell’esercizio pubblico, riportando ingenti danni.
Il pronto intervento dei militari allertati a seguito della chiamata al 112, ha permesso di evitare che la situazione degenerasse ulteriormente, e di immobilizzare a fatica i tre uomini, uno dei quali ha aggredito un Carabiniere, che è dovuto ricorrere alle cure dei sanitari, avendo riportato alcuni giorni di prognosi per lievi ferite. Al termine degli accertamenti, i tre uomini sono stati arrestati per tentato omicidio, lesioni personali, danneggiamento aggravato e resistenza a pubblico ufficiale. Su disposizione dell’autorità giudiziaria, i tre soggetti sono stati tradotti presso la casa circondariale “San Sebastiano” di Sassari.
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