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red 20 dicembre 2004
Soru, la Coldiretti è corresponsabile della crisi dell’agricoltura sarda
«I dirigenti che sembrano trascorrere molto del loro tempo a fare dichiarazioni e comunicati - afferma il Presidente della Regione - sono rimasti sordi e ciechi di fronte a quello che stava accadendo con la riforma della Politica Agricola Comune»


CAGLIARI - «La Coldiretti, che ha avuto un accesso privilegiato all’Assessorato all’Agricoltura e negli ultimi anni un proprio dirigente come Assessore, si accorge adesso che qualcosa non va nel comparto ovino e in generale nell’agricoltura sarda». Lo ha detto Renato Soru ad alcuni rappresentanti degli allevatori subito dopo l’incontro sul prezzo del latte ovino, dopo che gli erano state riferite le ultime dichiarazioni di un dirigente dell’organizzazione professionale che si era assentata al tavolo dell’Assessorato. «I dirigenti che sembrano trascorrere molto del loro tempo a fare dichiarazioni e comunicati - ha continuato il Presidente della Regione - sono rimasti sordi e ciechi di fronte a quello che stava accadendo con la riforma della Politica Agricola Comune, di fronte all’esclusione del latte ovino dall’organizzazione comune di mercato (ocm) che renderà tutto ancora più difficile dal prossimo gennaio, quando i produttori di latte vaccino potranno difendere meglio i loro redditi e le loro produzioni e quelli del pecorino saranno ancora più ai margini. Hanno perso il treno, e oggi se ne pagano le conseguenze. L’hanno perso la Coldiretti e la cattiva politica che quell’organizzazione ha assecondato. Noi - ha detto ancora Soru - stiamo lavorando per un accordo fra gli allevatori e i trasformatori, abbiamo lavorato anche oggi. Ho sentito personalmente in questi mesi ogni richiesta avanzata dalla Coldiretti, li ho ricevuti anche di notte, hanno avuto risposte in un giorno, di disponibilità, quando sono venuti a parlarmi di assicurazione del bestiame, quando sono venuti a parlarmi del latte in polvere, proponendo una soluzione che loro stessi dopo qualche ora non ritenevamo più praticabile. Ho difeso anche personalmente lo zuccherificio di Villasor e le produzioni di barbabietole in Sardegna, abbiamo affrontato il problema del costo eccessivo dell’acqua, eccessivo per i costi di gestione dei consorzi di bonifica dei quali la Coldiretti è responsabile».
«Non ci fermiamo: nei prossimi mesi - ha continuato il Presidente - affronteremo la questione della gestione delle acque e della riforma della bonifica, e continueremo ad andare avanti perché alla fine dei cinque anni di legislatura l’agricoltura sarda abbia un peso superiore a quel 4 per cento rispetto al Pil al quale è stata ridotta con la complicità dell’organizzazione che esprimeva direttamente consiglieri e assessori regionali, per riportarla almeno ai livelli medi che ha nell’economia italiana. Ci aspettiamo per il futuro - ha concluso Renato Soru - un atteggiamento più leale e più costruttivo, senza demagogia nella difesa degli interessi veri degli agricoltori e degli allevatori sardi».
Commenti
15:12
A pesare come un macigno è un dato su tutti: oltre il 51% dell’acqua disponibile si perde lungo una rete colabrodo, trasformando l’emergenza climatica in una crisi strutturale. E´ ciò che è emerso oggi nel dibattito promosso dalla Coldiretti a Sassari
14/1/2026
Milioni di euro impantanati e lontani dalle aziende, in particolare dai giovani agricoltori, che dovrebbero rappresentare il futuro del comparto. È da questa fotografia, tutt’altro che rassicurante, che è partito da Oristano il primo dei quattro incontri territoriali promossi da Coldiretti per fare il punto sulle criticità che continuano a frenare i settori agrozootecnici dell’Isola



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