L’intervento rientra nella più ampia strategia di contrasto degli illeciti correlati al fenomeno dell’immigrazione clandestina. Nei guai Dima Stere, 46enne rumeno. Sequetrato l´intero kit per riprodurre falsi documenti
OLBIA - Arrestato dai Carabinieri di Olbia, nella notte appena trascorsa, per aver allestito un vero e proprio laboratorio portatile con cui creare documenti falsi, Dima Stere 46enne rumeno. L’operazione appena conclusa dal personale della Sezione Operativa del Reparto Territoriale Carabinieri di Olbia e della Stazione di Olbia Poltu Quadu ha permesso di fermare l’attività di illegale riproduzione di documenti di vario genere che l’uomo aveva avviato da tempo.
Il caso era seguito da oltre una settimana, con specifici servizi di osservazione e pedinamento da parte del personale in abiti civili, finalizzati a comprendere a cosa fosse dovuta la costante presenza di stranieri di varie etnie presso l’abitazione dove l’uomo viveva. Quando i militari hanno fatto irruzione nella casa, in centro città, hanno iniziato la perquisizione e hanno subito trovato tutto il kit utilizzato per creare i falsi passaporti, carte d’identità di vari stati comunitari e non, documenti di guida, permessi di soggiorno.
Decine di titoli che l’autore probabilmente vendeva a stranieri irregolari sul territorio o delinquenti con la necessità di camuffare i propri veri dati anagrafici. L’attrezzatura sequestrata è risultata completa di tutto l’essenziale, tra cui un computer portatile con migliaia di files che riproducevano alla perfezione le varie forme di documenti, i timbri degli enti pubblici ed anche foto di persone. Per rendere praticamente indistinguibile il falso, poi, l’uomo stampava le proprie opere informatiche su documenti in bianco, probabilmente provento di furti seriali avvenuti anche all’estero, e li vidimava con timbri e sigilli realizzati ad arte.
Questi ultimi erano la riproduzione in metallo o gomma sia del classico sigillo della Repubblica Italiana, che di vari enti locali compreso il Comune di Olbia. Tra gli altri oggetti teneva anche documenti di stati dell’Est europeo genuini, con tutta probabilità provento di furti ai legittimi proprietari, da cui poteva trarre gli spunti per la duplicazione più precisa. L’uomo, già noto alle Forze dell'Ordine, è stato quindi arrestato con varie accuse che vanno dalla contraffazione di sigilli o strumenti per la pubblica autenticazione, al possesso ed alla fabbricazione di documenti di identificazione falsi per finire con la ricettazione.
Nella foto: parte del materiale sequestrato
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