Nelle loro attività le donne impiegavano creme ed unguenti di vario genere, di composizione ed origine sconosciuta, sottoposti a sequestro, unitamente ad alcuni depliant illustrativi
ALGHERO - Giovedì mattina, i carabinieri della Compagnia di Alghero, nel corso di un servizio coordinato a largo raggio, hanno deferito alla Procura della Repubblica di Sassari, per il reato di esercizio abusivo di una professione, quattro donne cinesi, di età compresa tra 52 e 32 anni, sorprese sul litorale mentre proponevano e praticavano ai bagnanti massaggi propagandati come “terapeutici”; nelle loro attività le donne impiegavano creme ed unguenti di vario genere, di composizione ed origine sconosciuta, sottoposti a sequestro, unitamente ad alcuni depliant illustrativi.
L’attività svolta dai carabinieri è finalizzata a garantire la salute pubblica dal rischio derivante dall’esecuzione di massaggi, pratica illegale svolta da persone incompetenti con effetti potenzialmente pericolosi.
In materia, il Ministero della Salute ha recentemente emanato un’ordinanza (di imminente pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale) che prevede il divieto di offrire a qualsiasi titolo prestazioni riconducibili a massaggi estetici o terapeutici da parte di soggetti ambulanti, al fine di salvaguardare la salute dei cittadini derivante da prestazioni effettuate in luoghi non idonei allo scopo, da soggetti che non sono in possesso di comprovata preparazione e competenza.
Come sottolineato nell’ordinanza del Ministero, inoltre, l’assenza di specifica igiene delle mani può essere veicolo di trasmissione di infezioni cutanee e l’utilizzo di oli, pomate ed altri prodotti di ignota provenienza, può generare fenomeni di reazioni allergiche e fotosensibilizzazione della pelle esposta ai raggi solari, con il rischio ulteriore di patologie a carico dell’apparato vascolo - linfatico ed osteoarticolare.
Nel corso dei successivi accertamenti sull’identità personale delle quattro straniere denunciate, è emerso che una di loro, W.L.Z., 39enne, era responsabile del reato di inottemperanza all’ordine di lasciare il territorio nazionale e per questo arrestata, mentre altre due sono state deferite alla Procura anche perché prive di documenti personali di riconoscimento.
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