Tre napoletani dipendenti del Residence Capo Ceraso nella notte di ieri hanno dato inizio ad una violenta rissa che ha coinvolto due persone estranee e distrutto metà locale. Sono stati arrestati dai carabinieri
OLBIA - Tre napoletani erano giunti in Sardegna per lavorare nel Residence Capo Ceraso, ciascuno con diverse mansioni: B.C. 31enne incensurato era il cuoco, D.S. e D. E., muratori, chiamati per risistemare il residence prima della stagione estiva. Ma tra i tre, che pur si conoscevano, nella notte di lunedì qualcosa è andato storto.
Poco dopo le 24.00 il cuoco ha iniziato a strattonare uno dei due ragazzi fino ad arrivare alle maniere più forti. In pochi minuti la veranda del bar dove i giovani passavano le ore serali dopo il lavoro si è trasformato in un ring. Sono volate sedie e tavoli creando minuti di panico.
I presenti hanno invano cercato di dividere i rissanti e due estranei alla scazzottata sono stati coinvolti loro malgrado e finiti in ospedale insieme ai tre protagonisti. La situazione è poi degenerata al punto che i bocchettoni anti-incendio sono diventati preziosi strumenti per aumentare l’incisività dei colpi che indifferentemente attingevano persone e cose.
Solo l’arrivo di una pattuglia della Sezione Radiomobile del Reparto territoriale di Olbia ha posto fine alla contesa dei gruppi e messo in fuga i tre giovani napoletani che prontamente sono stati bloccati e tratti in arresto. Cinque persone ferite, una vettura distrutta, tavoli e sedie ridotti in macerie, fari, lampioni e vasi del resort andati in frantumi, questo il resoconto della serata. I tre risponderanno dei reati di rissa aggravata e danneggiamento.
Commenti