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Red 10 giugno 2010
Eolico: Presidente sotto tiro, Bruno attacca
Pressioni da Roma perchè Cappellacci facesse scelte vantaggiose. Mario Bruno insiste sulla linea delle dimissioni del Governatore per manifesta mancanza di autonomia. Dibattito in aula, non mancano le polemiche


CAGLIARI - Occhi puntati sull'Eolico in Sardegna, con il business finito sotto le lenti della Procura della Repubblica. Il Consiglio regionale si è riunito questa mattina per discutere la mozione presentata dall’opposizione (primi firmatari i capigruppo Bruno, Uras e Salis) dal titolo “Approvazione di un piano energetico regionale di sviluppo di tecnologie e impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili e sulla necessità di una normativa atta a garantire trasparenza e tracciabilità degli investimenti”.

L'algherese Mario Bruno (Pd) ha illustrato la mozione. «Riteniamo sbagliata la scelta di aver voluto evitare il dibattito il primo giugno scorso ma oggi con questa mozione ci vogliamo fare carico di ridare centralità l’Aula, impegnando il presidente della Regione a seguire gli indirizzi delle commissioni e dell’Aula in materia di rilascio di concessioni per impianti di produzione di energia rinnovabile». L’oratore ha illustrato i termini della convenzione di Kyoto e delle norme internazionali che favoriscono la produzione di energia rinnovabile e ha ripercorso anche gli atti della Regione, sotto la Giunta Soru e sotto l’attuale Giunta.

«La produzione di energia non deve compromettere l’ambiente e il paesaggio, questa era la linea politica sotto la passata legislatura. Oggi - attacca Bruno - sarà direttamente la Regione a gestire, con una società per azioni, ogni intervento in materia di energia rinnovabile e niente potrà sfuggire a questa società: questo è il contenuto del vostro disegno di legge. Voi volete smantellare totalmente le norme e degli atti della Giunta Soru in materia energetica e con questo biglietto da visita vi siete presentati pochi mesi dopo le elezioni del 2009. Presidente Cappellacci - sottolinea l'esponente Pd - nel giro di pochissimi giorni, all’inizio di agosto 2009, lei ha spazzato via le norme, ha azzerato tutto, ha aumentato la discrezionalità, eliminato i bandi».

Sempre quei giorni il presidente Cappellacci dispone la nomina di Farris e Piga all’Arpas e all’Autorità d’ambito: ci spieghi, presidente - dice Mario Bruno - come hanno fatto a restare al loro posto (sono entrambi indagati nell'inchiesta sull'Eolico nell'Isola ndr). «Perché lei ha detto che non poteva dire di no a quelle nomine ordinate da uno dei segretari del suo partito. E’ una palese mancanza di autonomia, una subalternità totale ai poteri romani, è un elenco lunghissimo di fallimenti politici e solo per questo, presidente, dovrebbe rassegnare le dimissioni. Ma ci sono ragioni che si sono aggiunte in questi giorni che rafforzano la necessità delle sue dimissioni».

Tornando più strettamente alla mozione, il capogruppo del Pd ha detto: «Questa mozione si tiene in un momento delicato della vita della Regione. Dall’esito di questa discussione seguiranno decisioni importanti». L’on. Adriano Salis, capogruppo dell’Idv, ha esordito dicendo che «in queste ore nel parlamento italiano si discute la “legge bavaglio”, che se fosse già approvata avrebbe impedito ai sardi di conoscere le notizie e i dubbi che ora stiamo sottoponendo al presidente Cappellacci e alla Giunta. A dicembre scorso segnalammo con una mozione l’arrivo nell’Isola dei “prenditori”, non imprenditori, attratti dagli affari delle energie rinnovabili».

«Su questa vicenda dell’eolico, presidente Cappellacci, ci sono molti punti interrogativi e di fronte all’importanza di queste domande le chiediamo di entrare nel merito delle cose che stanno accadendo in questi mesi nell’Isola sul fronte delle energie alternative. Le faccio una domanda diretta: è in grado di garantire ai sardi che in Sardegna non si stava costituendo una cricchetta per il business dell’eolico e delle energie alternative», chiede Farris.

«Le notizie di stampa ci fanno capire che intorno a questa vicenda c’è un consistente giro di danaro. E l’on. Mauro Pili - attacca ancora Salis - ha ripetutamente denunciato una poca trasparenza sull’eolico off shore in Sardegna. In tanti in Sardegna ci siamo fatti l’idea che si volesse bloccare il fotovoltaico e destinare la potenza delle energie rinnovabili all’eolico: quanti agricoltori sardi oggi non possono installare un kilowatt di fotovoltaico? Quante domande di imprese agricole sono state bloccate in questi mesi?».

L’oratore dell’Idv ha proseguito: «Che vuol dire il signor Flavio Carboni quando, intercettato, dice: “Se non viene assunto Farris l’affare non si può fare?”. Noi siamo disponibili, sgombrando preliminarmente da questi dubbi, è favorevole a discutere del tema energetico e delle energie rinnovabili della Sardegna. Sappiamo bene che il 31 dicembre 2010 scadono i termini per i bandi per i contributi del fotovoltaico e ci chiediamo perché invece la Regione Sardegna, al contrario di altre regioni, non intervenga per incentivare l’utilizzo del fotovoltaico. Il petrolio della Sardegna sono il sole e il vento e vorremmo che già dalla prossima Finanziaria, chiariti i dubbi, si incentivasse questa forma di energia», conclude.

Nella foto: Mario Bruno, capogruppo Pd in regione
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