Il dirigente del movimento Lelle Caria, pur esprimendo soddisfazione per le nuove ipotesi progettuali degli spazi di accesso ai manufatti in funzione dei rinvenimenti archeologici in corso d’opera, non si esime dal criticare l’operato
ALGHERO - «Prendo atto con vivo compiacimento di come, fortunatamente, in questa città non sia ancora tramontata definitivamente la stella della cultura e della storia! La sensibilità che ci viene richiesta dalle nostre radici storiche pare abbia finalmente toccato le giuste corde di coloro i quali sono demandati ad amministrare la nostra città». Il dirigente del movimento politico Arcobaleno di Stella Nascente Lelle Caria ritorna sul tema dei lavori di restauro e adeguamento delle fortificazioni e (nonostante i lavori in corso siano eseguiti sotto l’attenta sorveglianza del Direttore dei Lavori, dell’Amministrazione Comunale, della Sopraintendenza per i Beni Architettonici, il Paesaggio e il Patrimonio Storico Artistico, della Sopraintendenza per i Beni Archeologici e dell’Università di Sassari, cattedra di Archeologia Medioevale) in una nota stampa, pur esprimendo soddisfazione per le nuove ipotesi progettuali degli spazi di accesso ai manufatti in funzione dei rinvenimenti archeologici in corso d’opera, non si esime dal criticare l’operato.
«L´affronto che veniva perpetrato alle torri della vecchia cinta muraria è stato finalmente, almeno così pare, fermato; paradossalmente, stavolta chi solitamente è preposto alla salvaguardia dei nostri beni culturali, pare avesse approvato il progetto indefinibile che prevedeva la costruzione davanti, se non addosso, alle due torri, quella di Sulis e quella di S. Giacomo, nota "dei cani", di fantasiosi elevatori per diversamente abili, nonché servizi igienici, per gli stessi, il tutto con l´uso della materia prima meno nobile, considerata la delicatezza del sito, e cioè il cemento armato! E´ davvero squallido dover rimarcare una volta di più quanto sia di cattivo gusto nascondere le proprie miserie dietro l´alibi dell´aiuto a chi davvero ne ha bisogno, ma che possiede comunque quella giusta dose di buon senso e discernimento per capire come, una volta di più, sia stato oggetto di basse strumentalizzazioni».
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