A convegno allevatori e agricoltori nella conferenza promossa dal CAA, Centro Autorizzato Assistenza Agricola liberi professionisti d’Alghero
Quella introdotta con la direttiva CE n. 1782/2003, a regime dal primo agosto 2004 che disegna la nuova politica agricola comunitaria, appare una riforma epocale che muta radicalmente le abitudini d’agricoltori e allevatori italiani ed i meccanismi che ne regolano la concessione dei contributi di settore in loro favore. Per illustrarla nei dettagli e renderla fruibile agli addetti ai lavori, il CAA, Centro Autorizzato Assistenza Agricola liberi professionisti d’Alghero, ha organizzato venerdì 19 novembre un seminario di studi in località Carrabuffas presso l´agriturismo "La Quercia" d’Alghero.
Terza tappa dopo i precedenti incontri di Carbonia e Siliqua, l´iniziativa catalana ha raccolto circa cento adesioni fra allevatori e agricoltori provenienti dalla Nurra ma anche da zone più distanti dell´entroterra sassarese. Un vero successo, constata Angelo Murineddu promotore dell´evento insieme all´agronomo Francesco Pinna e all´equipe di collaboratrici della sede d’Alghero, considerata la giornata proibitiva per molti lavoratori (ne mancano oltre venti solo da Ittiri). Non tanto per le condizioni meteo, quanto per la tipicità della stagione che vede il top delle maestranze coltivatrici impegnate nella semina e la maggior parte degli allevatori caprini alle prese con la riproduzione della specie. Due ore intense di full immersion nella presentazione di una normativa complessa. Presenta novità essenziali nelle modalità d’attuazione che ricalca le recenti innovative esperienze nei capitoli di project finance europei derivati dagli studi di settore. Una disamina sviscerata e chiarita negli aspetti pratici del quotidiano rurale dal conferire semplice e comprensibile dei due relatori: gli agrari Lorenzo Benanti, responsabile tecnico nazionale CAA liberi professionisti e l’omologa regionale Sandra Piras. Indispensabili interfaccia fra una regolamentazione complessa fissata attraverso fasi temporali che rimodulano i rimborsi dei contributi nel triennio di riferimento 2000-2002, un controllo gestione che si proietta sino al 2013, l’ente pagatore di queste risorse, l’AGEA, ed i diretti interessati allevatori e coltivatori, inevitabilmente non sempre aggiornati sulle procedure normative e sulle scadenze nei termini d’ammissione ai benefici previsti. Zoccolo duro della trattazione, facilitata da sintetiche slights al computer, è stato il disaccoppiamento per il settore seminativo e zootecnico. Un sistema che affranca la ripartizione dei contributi dallo stoccaggio di prodotto finito piuttosto che dal numero di capi posseduti, modulando l’erogazione delle risorse in base alla terra posseduta e lavorata, applicando una filosofia che sposta i rimborsi verso i piani di sviluppo rurale, che rimpiazzeranno a medio termine i tradizionali POR. Focus passati alla lente, la ricognizione preventiva, una sorta d’inventario da approntare mediante una più trasparente modulistica meccanizzata AGEA, entro il prossimo 10 dicembre; l’assegnazione provvisoria e definitiva dei diritti di rimborso, veri e propri titoli finanziari da poter negoziare nella gestione dei trasferimenti (affitti, vendite, successioni, fusioni o scissioni e così via); premi supplementari nel caso di peculiari seminativi certificati o di particolari zootecnie. Non trascurando la condizionalità che esige la C.E. da questa nuova PAC, formalizzata sinteticamente nel rispetto di un corretto uso degli strumenti ad impatto ambientale e nel tutelare la salute d’animali consumatori, l’assise ha lasciato spazio al dibattito. Vivace e polemico su alcuni nodi spinosi (ancora grave la ferita dall’epidemia della lingua blu), goliardico e solidale nel buffet eno gastronomico, eccellente epilogo che ha messo tutti d’accordo.
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