Le proposte di riforma della Cisl sarda per contrastare la disoccupazione in aumento, attuare decisivi interventi nelle politiche del lavoro e dell´istruzione
CAGLIARI - «A fronte dell’incremento dei disoccupati, ormai al 15,4%, e con un numero totale di disoccupati reali pari a 215mila unità, è indispensabile adottare decisioni urgenti in grado di garantire adeguate modifiche sia sui contenuti che sugli strumenti delle politiche di sviluppo e di lavoro».
L'allarme proviene dalla Cisl sarda che propone alla Giunta regionale undici interventi quale contributo ad una rivisitazione delle strategie necessarie a promuovere nuovo lavoro e a garantire il reimpiego dei lavoratori in Cig. Tutto ciò anche in considerazione di un sostanziale blocco della spesa regionale e comunitaria che rinvia all’esigenza imprescindibile di individuare nuovi strumenti attuativi delle politiche e contenuti in grado di velocizzare la spesa della Regione.
In particolare, il sindacato propone: il decollo di un'agenzia per favorire l'insediamento di nuove attività di impresa nell'Isola; una task-force presso la presidenza della Giunta per le emergenze produttive; i Pia (Pacchetti Integrati Agevolativi), in funzione delle scelte di politica industriale della Regione che di anno in anno dovranno essere codificate nei bandi; un'agenzia unica regionale per la creazione d'impresa e il reimpiego.
E poi ancora Medde e compagni chiedono riforme urgenti per l'istruzione e il lavoro attraverso la ridefinizione dei termini del programma Master & Back e interventi sulla legge regionale 31 sul diritto allo studio; la revisione del sistema del credito d'imposta regionale, dando assoluta priorità alla creazione di occupazione aggiuntiva e alle stabilizzazioni dei contratti a tempo determinato, anche attraverso priorità annuali da concordare con le parti economiche e sociali.
Nella foto: Il segretario della Cisl sarda Mario Medde
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