È uno degli angoli più belli della città, ma pare che il suo destino d’incuria debba perpetrarsi nel tempo. Il colle Balaguer e la costruzione totalmente murata, fiancheggiata da una strada isolata, resteranno ancora in quelle vergognose condizioni
Con il piano triennale per le Opere pubbliche 2001-2003, avviato già durante il mandato della precedente amministrazione e portato avanti da quella attuale, era stato proposto un intervento di riqualifica per l’intera collina, con tanto di preventivo di spesa (allora circa 413 mila euro), ad esclusione della costruzione adiacente la piattaforma sopraelevata. Per quel triste blocco unico, finito tra le fiamme dei vandali, saccheggiato e infine, proprio a causa di questi riprovevoli atti, completamente murato, si era mobilitato finalmente anche il Comune, attraverso una proposta, dettagliata ed elaborata, dell’Assessorato al Demanio e Patrimonio. Dagli uffici di Via Santi Angeli Custodi era stata formulata l’ipotesi di ampliamento, per un uso “imprenditoriale” da parte del Comune, delle volumetrie della struttura, che così sarebbe potuta diventare, insieme al territorio circostante debitamente riqualificato, una costruzione utilizzabile da tutti.
Queste erano le proposte che avrebbero potuto rendere spettacolare una zona meritevole d’attenzioni, che per troppo tempo le sono state riservate solo da spettacoli d’acrobazie automobilistiche e da graffiti non propriamente artistici per comunicazioni personali. E invece è stato bloccato tutto. Nel mese di giugno è arrivato l’alt da parte della Soprintendenza ai Beni Culturali, che ha abrogato l’autorizzazione regionale dell’Assessorato al Servizio Tutela Paesaggio di Sassari per la riqualifica, concessa a marzo di quest’anno e proposta a suo tempo dal Servizio Opere Pubbliche di Alghero. Le motivazioni, illustrate nel decreto d’annullamento, riguardano il forte impatto delle opere previste dal progetto comunale. Del progetto, che di per sé non è stato messo in discussione, non sarebbe stata valutata, con opportuna attenzione e il corretto esercizio dei poteri previsti in materia di tutela, la concreta compatibilità con le peculiarità del territorio.
Anche per quanto riguarda le proposte avanzate invece in sede cittadina, con riferimento al ripristino della costruzione del colle, è ancora tutto fermo. A bloccare questa volta la ristrutturazione del “cubo murato” sarebbero alcune perplessità della maggioranza in consiglio comunale. E ai cittadini non resta che attendere, mentre il tratto di costa rimane esposto a frane e smottamenti, privo di efficienti barriere di protezione e “abbellito” da una costruzione, che muta solo riempiendosi di scritte e sterpaglie.
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