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Monica Caggiari
9 novembre 2004
Dubbi della Confederazione Italiana Agricoltori sulla PAC 2005
“La prima contraddizione della nuova PAC (Politica Agricola Comunitaria) è che non modifica i vecchi meccanismi di sostegno al reddito delle aziende agricole italiane.” Si apre così la lunga analisi della riforma del settore, effettuata dal presidente della sezione sarda CIA, Confederazione Italiana Agricoltori, Eugenio Maddalon

Il presidente ha spiegato agli imprenditori agricoli durante un recente incontro, che la nuova programmazione prevede ancora come in passato la possibilità per le grandi aziende, il 20% del totale italiano, di ottenere l’80% dei finanziamenti comunitari e questo a discapito delle restanti aziende, piccole ma produttive e d’importanza vitale. Maddalon ritiene l’intervento una «distorsione del sostegno al reddito delle grandi aziende capitalistiche», che così beneficeranno di una «rendita vitalizia senza alcun obbligo di produzione», con la conseguenza di una «desertificazione produttiva, soprattutto per la Nurra». Il presidente è durissimo in merito, tanto da rilevare che con la misura di “disaccoppiamento”, che entrerà in vigore da gennaio 2005, «si è scelto di privilegiare la rendita fondiaria parassitaria e non il sostegno allo sviluppo rurale». Inizierà dunque, così Maddalon, la «corsa ai titoli per il premio unico aziendale» assegnato all’Italia, vale a dire circa 2,8 miliardi di euro, di cui 1,7 miliardi per i seminativi, 450 milioni per la carne bovina e 170 per gli ovicaprini. Il calcolo è particolarmente svantaggioso per la Sardegna, che per le annate di siccità potrebbe ottenere meno, poiché il premio è calcolato sulla media degli aiuti incassati nel triennio 2000-2002, trasformato in titoli equivalenti agli ettari. Questa fase di transizione, dall’iter ancora incerto, partirà a breve. La presentazione della domanda dovrà essere effettuata entro il 15 maggio 2005, ma dall’undici novembre decorreranno 10 mesi di disponibilità per la riscossione dei premi ed entro il 10 dicembre sarà necessario rispedire all’Agea il modulo per la ricognizione preventiva dei beneficiari. La solerzia nelle pratiche dovrà, secondo Maddalon essere accompagnata dall’attenzione da parte della Regione, alla quale viene chiesto un impegno concreto per l’opportuno utilizzo delle risorse comunitarie col fine di promuovere e rendere competitive sul mercato i prodotti di qualità delle imprese agricole sarde.
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