I carabinieri e gli ispettori sanitari, hanno fatto evacuare uno stabile con cinque famiglie, tutte rumene. Il palazzo, sotto Ponte Rosello, era a rischio di crollo e senza finestre e servizi igienici
SASSARI - Alcune zone delle periferie cittadine spesso nascondono realtà fortemente degradate dove le condizioni di vita sono al limite della sostenibilità. Anche a Sassari, non lontano dal centro storico, sotto Ponte Rosello, a pochi metri dalla più famosa ed omonima fontana, da mesi sono insediate alcune famiglie di cittadini romeni che dimorano in condizioni precarie sotto il profilo igienico e della sicurezza.
I Carabinieri della Compagnia di Sassari, al fine di verificare le condizioni di vita della piccola comunità, la scorsa settimana hanno dato inizio ad una serie di controlli che, condotti in stretta collaborazione col dipartimento di Igiene e Sanità pubblica della locale Azienda Sanitaria, il settore Politiche sociali del Comune di Sassari ed i locali Vigili del Fuoco, hanno permesso di prendere concreta cognizione del quadro d’insieme.
I militari, congiuntamente agli ispettori sanitari, hanno potuto così verificare che 5 nuclei familiari, già seguiti dagli assistenti sociali comunali e composti da 25 persone delle quali 4 minori di 10 anni, vivono in strutture fatiscenti, prive di finestre e dei più elementari servizi igienici.
La condizione di estrema indigenza constatata, tuttavia, non costituisce l’unico fattore di pericolo. Infatti, a seguito di un sopralluogo di personale specializzato del Comando dei Vigili del Fuoco di Sassari, l’immobile ritratto nelle immagini, ove era dimorante la metà circa della comunità, è risultato inagibile ed a rischio potenziale di crollo.
Nella mattinata odierna, pertanto, a mezzo di ordinanza sindacale, gli occupanti dello stabile hanno lasciato l’immobile pericolante. Carabinieri, Polizia Municipale e Servizi Sociali hanno unito gli sforzi per rendere agevole il trasferimento di parte del piccolo insediamento. Il Comune, in aggiunta, ha messo a disposizione sistemazioni alloggiative temporanee per chi non è stato in grado di riorganizzarsi autonomamente. La maggior parte degli occupanti ha trovato ospitalità presso parenti ed amici.
Nella foto: Il palazzo evacuato in via Col di Lana
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