Il “Distretto Culturale” favorirà la partecipazione, finora marginale, di molti comuni del nord-ovest della Sardegna a flussi turistici più consolidati
Il Turismo del terzo millennio va sempre più assumendo un’immagine di spessore nei bilanci economici pubblici e la Sardegna, conscia delle proprie preziose peculiarità ambientali e culturali, non resta di certo al palo e caparbiamente sta inserendosi nei flussi che possano favorire una maggiore incisività nel settore. La “Borsa del Turismo Archeologico”, tenutasi tempo fa a Paestum, è stata l’occasione propizia per dare il via alle più svariate iniziative.
Vari Comuni della zona Nord Ovest isolana stanno così adoperandosi per creare un “Distretto Culturale”, che dovrebbe sicuramente favorire la loro partecipazione, finora marginale, a flussi turistici più consolidati. Lo scopo precipuo è quello dello sviluppo e della promozione del suddetto territorio con il compito, anche, di educare all’accoglienza tutti gli operatori coinvolti nel settore: alberghi, ristoranti, produttori, commercianti, ecc., nonché stimolare le zone prive o limitate dalla presenza di tali strutture a dotarsi adeguatamente sia nella quantità e soprattutto nella qualità.
L’area in questione è assai ricca di testimonianze di ogni datazione, tanto da giustificare la denominazione attribuitale di “Territorio Museo”, una rassegna che può spaziare dalla Necropoli di Anghelu Ruju ad Alghero, con i suoi 38 ipogei risalenti all’Età del Rame, fino al complesso nuragico di Palmavera. Dal caratteristico borgo di Monteleone Rocca Doria, con i resti del castello risalente al XIII° secolo, alla piccola necropoli di “Puttu Codinu” nei pressi di Villanova Monteleone, per poi ancora visitare in paese il Museo Etnografico con l’esposizione di strumenti d’uso quotidiano. Dal complesso megalitico di Monte Baranta ad Olmedo, paese che ebbe origine addirittura nel X° secolo a.C., per giungere a Padria, l’antica Gurulis Vetus romana, dove trovare la preziosa Chiesa di Santa Giulia risalente all’XI° secolo. Non si può tralasciare Mara con nei pressi la Chiesa di NS di Bonu Ighinu del XV° secolo e Romana con la chiesa rupestre dedicata a San Lussorio. E questo è solo un assaggio culturale per non dover di poi dimenticare i saporiti assaggi gastronomici.
Degli adeguati collegamenti aerei, che vanno via via spaziando su tutta l’Europa, nonché la linea navale Marsiglia – Porto Torres, potranno quanto prima estendere il bacino turistico ad un più vasto raggio.
Uno dei maggiori promotori dell’iniziativa, l’assessore Angelo Angius, ha così compendiato il tutto: «l’interesse è che i visitatori vengano attratti dal nostro territorio attraverso un ventaglio di offerte che stimoli il turista, oltre che a venire, a restare in loco per la durata della sua vacanza».
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