Si è riunito stamane a Sassari il Comitato per l’Area di crisi di Sassari, Alghero e Porto Torres che all´unanimità ha firmato un documento da sottoporre all´attenzione della Regione e del Governo sulla grave situazione in cui versa il nord ovest dell´isola
SASSARI - Si è riunito stamane (lunedì) a Sassari il Comitato per l’Area di crisi di Sassari, Alghero e Porto Torres che all'unanimità ha firmato un documento da sottoporre all'attenzione della Regione e del Governo sulla grave situazione in cui versa il nord ovest dell'isola. Oltre ai rappresentanti istituzionali, economici e sociali hanno partecipato all’incontro anche diversi parlamentari eletti in Sardegna e consiglieri regionali eletti nel collegio provinciale di Sassari.
«Scopo del confronto, fortemente richiesto da chi rappresenta questo territorio a vario titolo e a vari livelli - si legge nella nota - è quello di affrontare unitariamente e con determinazione l’emergenza prodotta dai diversi focolai della crisi che investe il territorio della Provincia di Sassari, il cui epicentro è il polo petrolchimico».
Il documento da sottoporre all'esecutivo regionale e nazionale ha fatto emergere alcune necessità non più rinviabili: una posizione definita e definitiva da parte dell'Eni rispetto all’ipotesi di vendita dello stabilimento; la ripresa della produzione prima che la competitività del polo sia maggiormente compromessa; l’intermediazione, dunque, della Regione e del Governo affinché Eni consenta la nuova partenza degli impianti attraverso un anticipo in conto produzione; e ancora lo sblocco degli investimenti nella centrale elettrica di Fiume Santo.
«Il solo obiettivo di questo territorio - chiarisce il Comitato per l’Area di crisi - è di raggiungere assieme gli obiettivi richiamati senza guardare ad appartenenze politiche che di fronte agli interessi di questo territorio passano in secondo piano. Sosterremo ogni iniziativa - conclude l'organismo - che vada in questa direzione».
Commenti