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Red 22 gennaio 2010
Rete elettrica: Governo taglia costi
Approvato stamane in Consiglio dei Ministri un decreto legge per la “messa in sicurezza e il potenziamento” della rete isolana. Le dichiarazioni di Cappellacci e della Lombardo


ROMA - Approvato stamane in Consiglio dei Ministri, su proposta del premier Berlusconi e del ministro per lo Sviluppo Economico Scajola, un decreto legge per la “messa in sicurezza e il potenziamento” della rete isolana. Il decreto, in pratica, abbatte il costo dell'energia elettrica, andando incontro anche alla delicata vertenza Alcoa. «La misura adottata punta a mantenere in equilibrio la produzione di energia elettrica e i consumi in Sicilia e Sardegna evitando così il verificarsi di situazioni di disservizio ed eventuali black-out», puntualizza Scajola.

Un provvedimento che viene incontro soprattutto all’esigenza primaria manifestata in questi giorni da Alcoa: quella di avere un riscontro concreto rispetto agli impegni assunti dall’esecutivo. Più in generale, il decreto dà una risposta forte alle esigenze delle industrie energivore. «I nostri sforzi sono stati premiati - ha detto il Governatore Cappellacci - l’impegno profuso in questi mesi ed il dialogo con il governo portano questi risultati tangibili».

Il presidente Cappellacci ha poi incontrato questa sera i rappresentanti dei lavoratori dell'Alcoa: «Vi ringrazio perchè la vostra mobilitazione ha scosso l'opinione pubblica, ma con responsabilità - ha detto il Presidente - il risultato di oggi dimostra che questi atteggiamenti pagano. Dobbiamo tenere l'attenzione sull'obiettivo in maniera unitaria». La soddisfazione di oggi, pur con tutte le cautele che il caso merita, è duplice ha detto Ugo Cappellacci: perchè le richieste di Alcoa trovano una risposta concreta, e perchè questa norma riguarda l'energia in generale, che per la Sardegna è come il pane. «Ora attendiamo che l'azienda quanto prima dia un segnale importante come quello inequivocabile, dato dal governo nazionale».

Ferma la reazione della Presidente Claudia Lombardo: «L’Alcoa non ha più alibi. Il decreto legge approvato stamattina dal consiglio dei ministri, che garantisce una tariffa energetica per 30 euro a mw/h, non concede più alla multinazionale statunitense la possibilità di accampare scuse pretestuose. Lo stabilimento di Portovesme deve restare aperto». «Attendiamo ora le decisioni da parte dei vertici dell’Alcoa. L’azienda sappia – conclude la presidente – che le istituzioni sarde, tutte unite, sono pronte a lottare con ogni mezzo contro il disimpegno dell’azienda che, anche alla luce di questo provvedimento del governo, apparirebbe sempre più ingiustificato e inaccettabile».
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