Lo ha affermato ieri la presidente dell’Associazione Socialismo Diritti Riforme Maria Grazia Caligaris
CAGLIARI - «Importante salto di qualità nell’attività scolastica a Buoncammino. La scuola, costretta a funzionare a singhiozzo per la carenza degli agenti di polizia penitenziaria, svolgerà regolarmente la sua funzione didattica grazie ad un accordo raggiunto tra le diverse componenti della Casa Circondariale”. Lo ha affermato ieri mattina Maria Grazia Caligaris, presidente dell’Associazione “Socialismo Diritti Riforme”, dopo aver incontrato alcuni dei detenuti che nelle scorse settimane avevano lamentato lo svolgimento delle lezioni a giorni alterni.
«Grazie ad un’intesa tra l’area educativo-comportamentale e quella della sicurezza i detenuti comuni – sottolinea Caligaris - potranno frequentare le lezioni senza la presenza di agenti della Polizia Penitenziaria. L’importante risultato, ottenuto per la prima volta in Sardegna, è stato ottenuto per la grande disponibilità degli agenti in servizio nelle diverse sezioni che accompagneranno gli “studenti” nelle classi e andranno a riprenderli a conclusione delle lezioni».
Soddisfatti il direttore Gianfranco Pala ed il comandante Michela Cangiano, che devono fare i conti quotidianamente con la situazione di emergenza esistente a Buoncammino. «Il ministro della Giustizia Alfano ed il “Dap” – ricorda la presidente - non hanno infatti riconosciuto, escludendo la Sardegna dal piano carceri, l’abnegazione del personale, gravato, oltre che dai pesanti vuoti di organico, da un ingente numero di riposi e di ferie non godute. Anche se oggi Buoncammino balza alla ribalta della cronaca per un episodio altamente positivo, la situazione rimane molto difficile, per le inadempienze del Ministero e del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e del Ministero degli Affari regionali che ritarda la convocazione della commissione paritetica Stato-Regione per il passaggio al Servizio Sanitario Regionale della sanità penitenziaria. Un ritardo che ha effetti negativi per il personale medico e sanitario costretto ad operare da mesi senza percepire le retribuzioni per le prestazioni e più gravi per i detenuti, molti dei quali sofferenti di pesanti patologie e bisognosi di cure, visite specialistiche e di un’assistenza che sta diventando, come denunciano gli interessati, carente. La Regione non può continuare a ignorare la situazione di Buoncammino e deve intervenire nei confronti del Governo - conclude la Caligaris - per il rispetto degli accordi e per porre fine ad un atteggiamento irresponsabile».
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