Ryanair non molla e chiude i voli sugli scali italiani dal 23 gennaio. Giuseppe Gentile, presidente Air Italy rilancia e chiede all´Enac di dare alla compagnia italiana low cost le tratte. Vertice il 7 gennaio a Roma del Comitato Interministeriale per la sicurezza del trasporto aereo
ALGHERO - Tutto come ampiamente prevedibile: Ryanair non molla e rilancia. «Ryanair riattiverà le rotte quando avrà la garanzia che la sicurezza delle sue procedure non sarà più messa in discussione dall’illegittima interferenza di Enac», scrive la compagnia irlandese a migliaia di passeggeri che avevano già prenotato un volo dopo il
23 gennaio 2010. E così, nonostante i tentativi dell'Enac di far rispettare l'ultima legge italiana in merito all'utilizzo dei documenti di riconoscimento negli scali aeroportuali nazionali, la situazione diventa davvero complicata.
Air Italy. «Se Ryanair dovesse sospendere i voli dagli scali di Roma Ciampino, Alghero, Bari, Bologna, Brindisi, Milano, Bergamo, Pescara, Pisa e Trapani, noi siamo pronti a subentrare. Abbiamo mezzi, esperienza, know how e solidità gestionale per rimpiazzare i voli di Ryanair». Così il presidente e amministratore delegato della compagnia Giuseppe Gentile, interviene con una nota sullo scontro in atto tra Enac e Ryanair.
Super-vertice. Il Presidente dell'Enac Vito Riggio intanto, in qualità anche di Presidente del Cisa, Comitato Interministeriale per la sicurezza del trasporto aereo e degli aeroporti, sentito il ministro dell'Interno Roberto Maroni ed il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Altero Matteoli, ha disposto per il giorno 7 gennaio 2010, alle ore 11, la convocazione del Cisa alla presenza delle autorità di pubblica sicurezza nonchè di tutte le autorità e gli Enti preposti alla sicurezza in ambito aeroportuale, oltre che del Direttore Generale dell'Enac Alessio Quaranta. /
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