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red 19 ottobre 2004
Lelle Caria chiede maggiori chiarimenti sui lavori della Torre di S.Giacomo
Secondo il dirigente del movimento politico autonomo all´interno del cantiere in atto presso la torre, di fatto a qualche metro dall´ingresso, sono stati effettuati degli scavi che hanno danneggiato vecchie mura dissepolte


Lelle Caria, Dirigente del movimento politico autonomo Arcobaleno di Stella Nascente, torna a parlare dei lavori che si stanno svolgendo nelle immediate vicinanze della torre di S. Giacomo.
«E´ spiacevole rimarcare -afferma in una nota Caria- come pur seguendo le regole della civile convivenza, si ottengano in cambio talvolta atteggiamenti per niente chiarificatori su problematiche ipoteticamente in campo, da parte di chi dovrebbe farlo per suo preciso compito sociale.
Così è stato con la nostra segnalazione, tecnicamente definita "breve segnalazione" nel gergo di Palazzo Comunale, circa lo svolgersi di lavori di natura non chiara nell´ interno e nelle immediate vicinanze della torre di S. Giacomo, per gli algheresi "doc" nota "torre dei cani", per un suo vecchio e improprio utilizzo.
In pratica -spiega il dirigente del movimento politico autonomo- all´interno del cantiere in atto presso la suddetta torre, di fatto a qualche metro dall´ingresso, sono stati effettuati degli scavi che hanno ampiamente danneggiato vecchie mura dissepolte; inoltre sullo scavo medesimo è stata posta una struttura in cemento armato a pianta quadrangolare, con due fori di natura ignota.
Altre casseforme vicine facevano presupporre futuri innalzamenti di opere in calcestruzzo armato, che sono state poi puntualmente realizzate, fino ad emergere ben oltre il livello strada».
Nella nota Caria continua affermando che la “breve segnalazione” a suo tempo posta in essere dal Consigliere di Arcobaleno di Stella Nascente, Ombretta Armani, sul tipo di lavoro e sul modus operandi della ditta appaltatrice, nonché sul progetto futuro definitivo e quindi su cosa dovrebbe nascere in un sito così delicato della città, non ha ottenuto risposta alcuna.
«Non ci è dato sapere -continua Lelle Caria nella nota- perché di un riscontro negativo su di una segnalazione sicuramente importante.
Ribadiamo quindi la richiesta nei confronti dell´amministrazione, nella speranza di una maggiore attenzione verso un problema che non ci sembra di poco conto; aggiungiamo inoltre, a rafforzativo del tutto, come anche nella torre di largo S.Francesco siano state apportate, a nostro parere, offese alla sua architettura».
E continua denunciando che «il portale d´ingresso è vittima di una centinatura posticcia almeno di dubbio gusto, e non sarebbe male se chi è preposto a tali incombenze desse una spiegazione convincente su come i lavori effettuati siano in linea con i dettami architettonici dell´epoca di costruzione del monumento».
«Che dire -continua Caria- della pacchiana porta in metallo anticato, pare così si dica, con vetrate la cui necessità è da dimostrare; sarebbe stato forse preferibile un accostamento meno stridente, quale, ad esempio il legno.
O forse il vetro serviva, all´ epoca, per far cortesemente vedere, all´eventuale nemico di turno, come si viveva, convivialmente, all´interno delle torri nel 1200?
E´ chiaro che anche sui lavori in corso nella torre detta di “Sulis", in memoria di un suo illustre ospite, quando la suddetta assolveva a ingrato compito di carcere, non sarebbe male avere dei ragguagli più precisi.
Chiediamo pertanto agli amministratori -conclude Caria- delle spiegazioni che possano fugare qualsivoglia dubbio, come già affermato, su inopportuni arbitri commessi a vestigia che fanno vetrina della nostra città a coloro che ci onorano della loro presenza, pagando (non dimentichiamolo mai!) denaro "pesante" per la nostra insicura economia; non offriamo loro, ma sopratutto a noi stessi, una immagine da terzo mondo, nei confronti della cultura in primis, ma di tutto alfine».
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