Duro intervento di mario Bruno: «Ancora una volta, dalla odierna riunione del Cipe non arriveranno quelle risorse per le aree sottoutilizzate assegnate alla disponibilità diretta della Regione»
ALGHERO - «Poco più di quindici giorni fa il presidente Cappellacci ha detto al Consiglio regionali che i fondi Fas per iniziare i lavori della Sassari-Olbia sarebbero stati sbloccati quanto prima e che non c'era
motivo di preoccuparsi. Oggi invece scopriamo che, ancora una volta, dalla odierna riunione del Cipe non arriveranno quelle risorse per le aree sottoutilizzate assegnate alla disponibilità diretta della Regione».
E' il primo amaro commento del capogruppo in regione del Partito democratico Mario Bruno, sull'amara destinazione dei milioni di euro stanziati dal
Cipe questa mattina, che tagliano ancora dalle grandi opere strutturali la regione Sardegna. «Sarebbe stato un atto dovuto perché quei 2 miliardi e 100 milioni sono soldi dei sardi, in forte e colpevole ritardo. E per questo, a dispetto delle parole di Cappellacci e delle rassicurazioni del ministro Scajola di pochi giorni fa, ci preoccupiamo».
Eppure anche l'assessore dell'industria Farris, dopo un recentissimo incontro a Roma con Scajola aveva assicurato che l'istruttoria sulla rimodulazione dei finanziamenti era «praticamente terminata» e che «in tempi rapidi» sarebbe stata presentata al Cipe per l'approvazione definitiva. Da mesi la giunta regionale continua a garantire che i fondi per la nuova arteria per il nord dell'Isola saranno presto disponibili e da mesi queste promesse e garanzie vengono regolarmente disattese dalle decisioni del governo “amico” di Roma.
«Fino a pochi mesi fa - conclude Bruno amreggiato - avevamo risorse certe e disponibili e una procedura agevolata che avrebbe permesso, per esempio, di aprire i cantieri e realizzare la Sassari-Olbia entro tempi ragionevoli. Oggi non sappiamo più né quando né se la nuova strada verrà realizzata. Non sappiamo più se e di quante risorse potremo disporre. E la Regione si conferma muta, ininfluente e impotente di fronte a questa ennesima beffa del governo della quale tutti i sardi pagano le conseguenze».
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