La struttura penitenziaria di Alghero ha triplicato rispetto a pochi anni fa il numero di carcerati. Ma il vero problema è la mancanza di personale
ALGHERO - Il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria tramite il segretario generale Donato Capece lancia un appello: «Oggi abbiamo in Italia 65mila detenuti: ben 24mila sono stranieri». Per loro le «situazioni di disagio si accentuano», e per «diversi problemi legati alla lingua e all'adattamento pongono in essere gesti dimostrativi». Da qui la richiesta al Governo di «avviare le trattative con gli Stati da cui provengono affinché scontino la pena nei Paesi d'origine».
Il sovraffollamento delle galere non è solo un problema italiano sia ben chiaro ma è diventato un problema globale. L’Europa si sta mobilitando, anche perché sono arrivate le prime condanne per "trattamenti inumani e degradanti" nei confronti dei paesi che non garantiscono ai detenuti uno spazio vitale minimo di almeno tre metri quadrati: l’Italia ha guadagnato la prima, con tanto di risarcimento danni al detenuto, e altri 100 ricorsi stanno già prendendo la via di Strasburgo.
Si corre ai ripari. C’è chi, come l’Italia, punta sull’edilizia carceraria e chi osa di più, come il Portogallo, cambiando politica e dando spazio alle misure alternative, che non producono consensi ma riducono la recidiva. La Sardegna non fa eccezione. Nel carcere di Alghero, ad esempio, il numero dei detenuti si era attestato, nel periodo subito dopo l’indulto, a 80-90 unità. Ora, invece, la Casa Circondariale ospita 240 reclusi, un numero triplicato che non facilita certo la gestione della struttura. Ma il problema vero, denunciato spesso dai responsabili del carcere, è la carenza di personale.
Mentre i detenuti aumentavano gli agenti di polizia penitenziaria rimanevano gli stessi. Il numero dei reclusi è lievitato così anche per un altro fattore e cioè il trasferimento ad Alghero di detenuti non definitivi, una novità per il carcere algherese. Nonostante questo le attività che la Casa Circondariale di Alghero propone per i detenuti sono sempre andate avanti, e la struttura è stata diverse volte presa a modello.
All’interno delle mura carcerarie si svolgono fra gli altri, infatti, corsi scolastici tenuti dai docenti dell’Istituto Alberghiero, corsi di tipografia, e a breve dovrebbe iniziare anche un corso di panificio. Tutto questo senza tralasciare l’ennesima difficoltà, e cioè il budget ridotto di cui dispone il carcere di Alghero.
Per tornare al problema del sovraffollamento, è bene ricordare che ogni detenuto dovrebbe avere uno spazio vitale minimo sancito da una sentenza dell’Unione Europea e il carcere di Alghero, benché al limite di presenze, riesce a soddisfare questa esigenza. Il lavoro degli agenti di polizia penitenziaria è comunque sicuramente troppo pesante e il loro esiguo numero crea tutta una serie di problemi per quanto riguarda turni, straordinari e ferie. Una situazione quindi molto particolare che dovrebbe far riflettere e che dovrebbe essere affrontata con serietà dagli organi competenti.
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