Il capogruppo del Pd Mario Bruno rivendica il grande lavoro della scorsa legislatura che ha portato alla celere approvazione della Finanziaria da parte della Giunta regionale guidata da Cappellacci
CAGLIARI - «Il successo della vertenza entrate ha consegnato alla Sardegna - grazie alla riscrittura dell’art. 8 dello Statuto regionale firmata da Soru e Prodi e contenuta nella Finanziaria dello Stato 2007 - oltre 1600 milioni di euro di nuove entrate: un incremento del 30% delle risorse proprie della Regione. Era la stima che avevamo già fatto in campagna elettorale e che tiene conto delle previsioni più pessimistiche sull’andamento del gettito fiscale e sulla lievitazione degli oneri per le competenze trasferite dallo Stato in tema di sanità e di trasporto pubblico locale». E' il commento del capogruppo Pd Mario Bruno, in seguito all'approvazione da parte della Giunta della Finanzaria 2010.
«Se oggi la Sardegna ed il centrodestra possono non autorizzare altri mutui per la copertura del deficit annuale, diminuire il disavanzo, realizzare politiche di sviluppo per tutti i sardi - precisa il politico algherese - lo devono a quello storico successo. Grazie al nuovo quadro delle entrate la maggioranza ora alla guida della Regione disporrà da subito della leva finanziaria per mettere in campo, senza indugi, gli interventi ritenuti necessari per far crescere il benessere materiale ed immateriale della società sarda. Nel complesso della manovra avremo modo e tempo di misurarci».
«Ma attenzione - precisa il capogruppo del Partito democratico - dobbiamo difendere e valorizzare quel risultato nella finanziaria dello Stato, non permettere che il governo possa neanche minimamente metterlo in discussione. La disponibilità di queste risorse è peraltro fortemente limitata dal Patto di Stabilità interno imposto dal Governo nazionale per limitare la spesa della regioni. La riscrittura del Patto di Stabilità - sia per il livello regionale che per gli enti locali - deve rappresentare una priorità fondamentale per la nuova Giunta regionale».
Nella foto: Mario Bruno
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