Il presidente di ConfTurismo richiama la classe dirigente del territorio a rendersi conto della gravità della situazione
ALGHERO - «Abbiamo la sensazione che la classe politica del territorio e la stessa Regione non si rendano conto dei danni che potranno derivare per l’economia della Sardegna nord occidentale se questa delicata fase di rapporti e trattative in corso con Ryanair dovesse concludersi negativamente come lasciano intravedere le dichiarazioni dei rappresentanti istituzionali appena rientrati da Dublino».
Lo sostiene Giorgio Macciocu, presidente di “ConfTurismo” “ConfCommercio” per le Province di Sassari e Gallura, ribadendo che gli investimenti pubblici, in questo specifico settore, hanno dimostrato la loro validità di ordine economico e sociale e per questa ragione debbono essere mantenuti.
«Mi sembra superfluo ricordare che nel corso degli ultimi otto anni l’aeroporto di Alghero ha triplicato il proprio volume di traffico, passando da meno di cinquecentomila fino a un milione e mezzo di passeggeri. Risultati ottenuti prevalentemente grazie al traffico low cost ed era quindi lecito attendersi che proprio su questo settore si focalizzassero maggiori attenzioni e programmi».
Secondo Macciocu, inoltre «il mercato del turismo non è un fenomeno statico, ma una attività dinamica, che chiede tempestività di decisione e immediatezza nell’attuazione di accordi e programmi. Assistiamo invece, come riportano le cronache, a pesanti ritardi nel mantenimento degli impegni assunti, mi riferisco ai riconoscimenti economici per il vettore irlandese, e soprattutto alla mancanza di poter fornire garanzie e prospettive per il futuro».
Il presidente della ConfTurismo conclude con un monito: «La classe politica non può permettersi un flop di proporzioni inquantificabili se dovessero venire a cessare i collegamenti internazionali low cost soprattutto in un momento di forti difficoltà di tipo economico».
Nella foto: Giorgio Macciocu, presidente di ConfTurismo
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