Le Fiamme Gialle hanno sequestrato in tutta la Gallura oltre 2000 beni tra capi ed accessori d’abbigliamento con marchi contraffatti e cd illecitamente riprodotti
OLBIA - Il Nucleo Mobile del Gruppo di Olbia, nell’ambito dei quotidiani controlli per il rispetto della normativa sull’immigrazione e per la repressione dei reati connessi alla contraffazione marchi e le violazioni della proprietà intellettuale disposti dal Comando Provinciale di Sassari, ha effettuato una serie di perlustrazioni e di appostamenti nella cittadina gallurese.
Le attività di polizia giudiziaria, effettuate in diretto contatto con i magistrati della Procura della Repubblica di Tempio Pausania, hanno consentito il rinvenimento ed il conseguente sequestro di oltre 800 tra cd, dvd e copertine tutti illecitamente riprodotti nonché di oltre 1200 capi ed accessori d’abbigliamento con famosi marchi di fabbrica delle più prestigiose case produttrici d’Europa abilmente contraffatti.
Per G.C., 36 anni commerciante ambulante di nazionalità senegalese, è scattata una denuncia penale a piede libero presso l’Autorità Giudiziaria di Tempio Pausania, per i reati di contraffazione e ricettazione oltre che per il reato di pirateria audiovisiva.
A suo carico, poi, sono state accertate anche violazioni amministrative in materia di diritto d’autore, che gli costerà una sanzione amministrativa per un ammontare complessivo di oltre 83 mila euro con relativa segnalazione al Prefetto di Sassari per il conseguente iter burocratico.
A conclusione degli accertamenti svolti, un altro cittadino senegalese, G.S. di 29 anni, ospite del soggetto denunciato, è stato foto-segnalato e messo a disposizione del Giudice di Pace di Sassari per l’avvio immediato della pratica di espulsione dal territorio dello Stato.
Il giovane dovrà rimanere fuori dai confini nazionali per almeno 10 anni. La Guardia di Finanza si pone sempre più a presidio di aree vulnerabili, inquadrate in un nuovo concetto di sicurezza economica nazionale, messa in pericolo da fenomeni quali la contraffazione dei marchi di fabbrica, la violazione dei diritti di privativa e l’immigrazione clandestina e, più in generale, alle condotte illecite che alterano il funzionamento del mercato concorrenziale e rappresentano un danno e un pericolo per i produttori, commercianti e consumatori sardi.
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