L’ex consigliere regionale socialista Maria Grazia Caligaris, presidente dell’Associazione “Socialismo Diritti Riforme”, denuncia i ritardi nella realizzazione del nuovo carcere di Cagliari
CAGLIARI - «Sono saltati tutti i tempi previsti per il nuovo carcere di Cagliari che difficilmente potrà essere funzionante prima del 2013. I ritardi sono evidenti e l’area dove sta sorgendo l’istituto di pena si presenta come una landa desolata e maleodorante per miasmi provenienti dallo stabilimento di macellazione dell’ex Valriso e con due estese e profonde vasche della discarica che dovrebbe raccogliere le ceneri dell’impianto del Tecnocasic di Macchiareddu».
Lo ha detto l’ex consigliere regionale socialista Maria Grazia Caligaris, presidente dell’Associazione “Socialismo Diritti Riforme”, al termine di un sopralluogo al cantiere di Camp’e Luas nel territorio di Uta.
«In questi anni, oltre a reperire i fondi per gli arredi, afferma la Caligaris, sarà necessario bonificare l’intera area prevedendo una diversa dislocazione della discarica quasi a ridosso del muro di cinta».
«Indispensabili inoltre, prosegue la Caligaris, i servizi di collegamento stradale con la città adeguati alle esigenze degli agenti della polizia penitenziaria, degli operatori carcerari, degli avvocati, dei magistrati e dei familiari che si recano a visitare i congiunti».
«Il sovraffollamento delle carceri sarde poi, dichiara la Caligaris, non può protrarsi per altri 3 o 4 anni in attesa dell’entrata in funzione delle nuove strutture. Il Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria – ha concluso la Presidente dell’Associazione “Socialismo Diritti Riforme” - non può ignorare l’attuale grave situazione di illegalità e continuare ad inviare in Sardegna detenuti che dovrebbero essere ospitati in Istituti della penisola».
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