ALGHERO - La "questione Ryanair" continua ad essere al centro delle discussioni di politici, imprenditori, operatori turistici e cittadini. Stavolta ad esternare le proprie riflessioni sulla decisione del vettore irlandese di cancellare alcune tratte da e per Alghero con inevitabili ricadute economiche sul territorio, è Enrico Daga, consigliere comunale del Partito democratico.
Daga, proveniente da una famiglia di imprenditori nel turismo, ha esteso gli interessi di famiglia nel settore e dalle ultime amministrative siede nei banchi del Consiglio Comunale. «Effettivamente la preoccupazione è alta, ma non tanto per il fatto che la compagnia abbia deciso di rimodulare l’offerta dei voli da e per il Riviera del Corallo - precisa - è alta perché le sorti del turismo e dello sviluppo nel territorio sono state messe nelle mani di una sola compagnia aerea (o due, se consideriamo AirOne-Alitalia)».
Il consigliere del Pd critica l'assenza di una pianificazione turistica per un territorio che non «governa ma subisce, agganciando le proprie sorti agli indici di redditività di un’azienda privata, anziché dotarsi di un piano di marketing turistico e governare scelte e processi, portando all’esterno le scelte decisionali relative alle destinazioni di interesse, consegnando ai dirigenti di una compagnia privata (che qualcuno definisce “di bandiera”), il nostro destino turistico».
Vantaggi indiscutibili quelli derivanti dal traffico passeggeri Ryanair - secondo l'imprenditore-politico - che però non devono sottostare a logiche aziendali, ma a piani di governo e sviluppo pubblico e privato. Anche la forte flessione delle presenze da voli charter e di linea è un elemento su cui riflettere - suggerisce nella nota il consigliere Pd - alla luce degli studi sul viaggiatore-tipo low-cost, legato ad un'esigenza generale di mobilità più che ad una specifica.
Oltre ad essere caratterizzato dal risparmio sulla spesa del biglietto che, sempre secondo la stessa indagine sul Turismo ("Rapporto sul Turismo ad Alghero") sarebbe definitivamente risparmiata, secondo un campione più che rilevante (31,9%), e non reinvestita nella vacanza. Tuttavia, la definizione di piani non può prescindere dall'offerta di un territorio competitivo sui diversi aspetti del soggiorno. «E' la destinazione che, attraverso le sue politiche di gestione interna (ricettività, servizi, vivibilità urbana ecc.) e di marketing diviene centrale ed appetibile nella scelta della vacanza».
«Al contrario - attacca Enrico Daga - si assiste ad una totale inerzia nelle politiche di promozione della città». Un'offerta ricettiva datata (l'ultimo nuovo hotel risale a 20 anni fa); una disorganizzazione in termini di servizi; una campagna promozionale non finalizzata ai luoghi dove erano e sono attivi i collegamenti per Alghero: sono i punti deboli su cui si sofferma l'analisi del giovane politico.
«Bisogna disegnare le strategie per il futuro, oltreché affrontare le emergenze. Gestire il contingente e guardare oltre, assumendosi forti responsabilità - è l'auspicio di Daga - questo risultato non è raggiungibile in tempi brevissimi, ma è doveroso iniziare il cammino».
Tavolo Sogeaal-Ryanair. Sarà intanto convocato a breve un incontro tecnico tra la società di gestione dello scalo aeroportuale algherese e la compagnia aerea irlandese. L'obbiettivo dichiarato rimane l'apertura di un dialogo costruttivo con i vertici Ryanair, cercando di concordare preventivamente le scelte. Al vertice, in programma successivamente all'incontro del 14 settembre con i rappresentanti politici e istituzionali del territorio, prenderà parte, oltre al presidente Luzzatti, anche la presidente della provincia Alessandra Giudici.
L'attacco di Giacomo Sanna. Continua la discussione intorno alla Sogeaal. Nella giornata di oggi l'ultimo attacco politico proprio da un esponente della maggioranza regionale, Giacomo Sanna, secondo il quale «produrre debiti dove gli altri guadagnano crea parecchi interrogativi. La Sogeaal - ha sottolineato Sanna - controllata dalla Regione e dalla sua finanziaria Sfirs, deve essere privatizzata. Così non regge».
Nella foto: Enrico Daga
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