la Cisl sarda insiste sull’indispensabilità di un patto sociale che consenta, con la prossima Finanziaria regionale e con le risorse del Quadro Comunitario di Sostegno 2007-2013, di spendere subito e bene quasi 12 miliardi di euro nel solo 2010
CAGLIARI - La prossima Finanziaria regionale per il 2010 sarà decisiva per contrastare povertà e disoccupazione nell’isola, ma anche per verificare efficienza ed efficacia della Regione nella spendita delle risorse finanziarie, quelle definite come “tesoretto”, e quelle ancora più consistenti e accumulatesi nel tempo: circa 7 miliardi di euro di residui passivi.
Sulla base di queste prospettive, la Cisl sarda insiste sull’indispensabilità di un patto sociale che consenta, con la prossima Finanziaria regionale e con le risorse del Quadro Comunitario di Sostegno 2007-2013, di spendere subito e bene quasi 12 miliardi di euro nel solo 2010.
L'altro aspetto - fanno sapere dalla segreteria regionale - da seguire con la necessaria attenzione e forza contrattuale, è relativo ai Fondi per le Aree Sottoutilizzate, da attivare immediatamente e programmare in sintonia con le altre fonti di finanziamento e con il nuovo Programma Regionale di Sviluppo.
Non si è, quindi, di fronte a un piccolo “tesoretto”, ma a enormi risorse finanziarie che presuppongono un grande sforzo corale - da farsi a cura di tutti i soggetti istituzionali, economici e sociali - e, in primo luogo, la volontà di dare un segno tangibile per un cambiamento che deve avere come epicentro lavoro e lotta alle povertà.
D’altronde l’alternativa è quella di una gestione, sempre in aumento, dei pur necessari ammortizzatori sociali ( per il momento 10 mila lavoratori coinvolti), che però fanno vivere la Sardegna in una condizione di sopravvivenza e povertà relativae il sindacato, in questo senso, dà ampia disponibilità al confronto.
Nella foto: il segretario nazionale della Cisl Bonanni
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