La Regione firma per la reindustrializzazione dei siti industriali di Ottana. «Sblocchiamo finalmente un importante atto»
CAGLIARI - Il presidente della regione Ugo Cappellacci ha firmato, a distanza di quasi due anni dalla sottoscrizione, l’intesa della Regione all’ “accordo di programma per la reindustrializzazione e la competitività dell’area di crisi nei siti industriali di Ottana, Bolotana e Noragugume”.
Firmato nel settembre 2007, in sostituzione di uno analogo siglato l’anno precedente, era stato stipulato dal Ministero dello Sviluppo Economico, dall’Agenzia per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo dell’Impresa, dalla Regione, dalla Provincia di Nuoro, dal Consorzio ASI della Sardegna Centrale e dalla Nuoro Servizi srl.
Scopo del protocollo d’intesa – si legge - era quello di avviare il processo per la reindustrializzazione dell’area di crisi di Ottana e di riqualificazione dei servizi, prevedendo ogni possibile iniziativa che concorresse a promuovere la competitività delle aree industriali di Ottana, Bolotana e Noragugume.
Il programma, la cui stesura iniziale è affidata all’Agenzia per l’attrazione degli investimenti, prevederà interventi di acquisizione, bonifica, infrastrutturazione delle aree ed “ogni ulteriore iniziativa tesa ad assicurare economicità e competitività alle aree di crisi”.
Gli investimenti previsti dal programma assommano a 10 milioni di euro, messi a disposizione del Ministero dello Sviluppo Economico e destinati alla prima fase d’attuazione, e 2 milioni di euro stanziati dalla Regione e destinati al completamento, a cura del Consorzio, degli interventi di ristrutturazione e messa in sicurezza dell’impianto di depurazione. 200 mila euro la quota messa a disposizione dalla Provincia di Nuoro.
«Con la firma dell’intesa - ha commentato l’assessore dell’industria Andreina Farris, che ha seguito con il parlamentare Salvatore Cicu l’iter procedimentale presso il Ministero dello Sviluppo Economico - sblocchiamo finalmente un importante atto che è rimasto per troppo tempo chiuso nei cassetti regionali. Questo è inaccettabile, ancor di più se si pensa che ci stiamo riferendo ad una zona fortemente colpita dalla crisi industriale per cui l’attuazione del programma avrebbe potuto, già da due anni, fornire una preziosa boccata d’ossigeno».
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