Il sindacato si è riunito stamane (mercoledì) al lazzaretto di sant’Elia dove ha analizzatola risposta del territorio e l’alleanza alleanza spontaneamente costruita per salvare l´industria chimica sarda
CAGLIARI - Il sindacato si è riunito stamane (mercoledì) al lazzaretto di sant’Elia dove ha analizzatola risposta del territorio e l’alleanza alleanza spontaneamente costruita intorno allo sciopero dell’industria del 10 luglio scorso e durante la riunione straordinaria del Consiglio regionale del 15 luglio.
Un invito da parte dei sindacati nei confronti del governatore Cappellacci e della giunta «a rompere ogni tanto, in nome dell’isola, il cordone ombelicale con il governo nazionale o, se si vuole, a pressare più forte su Berlusconi per far seguire i fatti alle promesse della campagna per le regionali». Obiettivo dell’incontro tra Cgil, Cisl e Uil è tenere caldo il clima sindacale e alta la guardia nei confronti dell’Eni e dare continuità alle azioni di protesta degli ultimi mesi contro il declino dell’industria sarda.
«La riunione al Ministero dello Sviluppo Economico sul petrolchimico di Portotorres – ha detto Mario Medde della Cgil ma a nome delle tre segreterie regionali - rappresenta solo un primo passo: si evita la cassa integrazione e il blocco dello stabilimento, c’è l’impegno di presentare ai primi di ottobre un piano per la chimica sarda. Ma, considerato che l’Eni in Sardegna si è dimostrata nel tempo poco credibile, obiettivo del sindacato è non ridurre l’attenzione e la mobilitazione. In attesa di verificare le dichiarazioni e l’accordo sottoscritto».
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