Il movimento indipendentista attraverso le parole dell´esponente algherese Nello Cardenia analizza la situazione del petrolchimico di Porto Torres
ALGHERO - «Lo Stato italiano è il diretto responsabile del disastro economico-industriale di Porto Torres e della gravissima situazione di inquinamento a cui è sottoposta l'intera zona intorno allo stabilimento», queste le parole dell’esponente dell’Irs di Alghero Nello Cardenia.
Cardenia sostiene che la vicenda della chimica sarda è la prova che è arrivato il momento per la Sardegna di iniziare un processo di mutamento istituzionale, che la porti all'acquisizione di sempre maggiori quote di sovranità fino ad arrivare all'indipendenza, in modo democratico e non violento.
«All'inizio l’Eni era un'azienda interamente nelle mani dello Stato italiano e con esso è stata l'artefice del processo di industrializzazione di Stato in Sardegna, i risultati sono sotto gli occhi di tutti, afferma Cardenia, ma oggi l'Eni vuole chiudere lasciandosi alle spalle un territorio devastato dal punto di vista ambientale e con centinaia di lavoratori abbandonati al loro destino e questo è inaccettabile.»
Quindi Cardenia fissa un punto oggi di fondamentale importanza su cui bisogna insistere: la riconversione economica dell'intera area. «L'Eni ha il dovere di finanziare il risamento ambientale dell'intero territorio: questa operazione garantirebbe posti di lavoro sicuri.»
Il rappresentante del movimento indipendentista dichiara che il problema adesso è ridiscutere tutti insieme un piano di sviluppo economico nuovo che porti lentamente a una pianificazione strategica capace di creare nuovi posti di lavoro.
«Per far questo, conclude Cardenia, bisogna rilanciare dal punto di vista politico il trinomio sovranità-svilupppo-ricchezza, altrimenti fra sessantanni la situazione sarà ancora quella di oggi, con la presenza di una classe politica sardo-autonomista incapace e istituzionalmente impossibilitata a guidare lo sviluppo economico dell'Isola.»
Commenti