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Antonio Sini
19 agosto 2004
Ad Alghero molti giovani dormono sulle spiagge
Il caro-prezzi non fa sconti a nessuno, a rimetterci sono i più giovani, squattrinati perché disoccupati

L’occhio vigilie dell’osservatore attento si accorge che la seconda quindicina di Agosto è incominciata con un calo delle presenze in città. Ci sono tanti giovani, ma la tendenza è quella della parsimonia, godersi il mare il sole nelle spiagge libere fino al tardo pomeriggio, poi l’immancabile passeggiata sino a tarda ora dal Lungomare Bousquet, al Lungomare Dante, passaggio obbligato Via Carlo Alberto. Ci avevano segnalato una “moda” che imperversa nelle nostre spiagge: in prossimità degli stabilimenti balneari, giovani “senza albergo”, ma in vacanza sulla Riviera del Corallo, dormono all’aria aperta. Ne siamo stati testimoni. Si radunano a gruppi anche piuttosto numerosi, dotati di coperte e sacchi a pelo e piccole tende, di notte trovano dove nascondere la testa, per poi alzarsi al mattino di buona ora, per …levare il disturbo. Si badi bene non sono clochard! E’ un modo alternativo tipico di chi la notte deve dormire poche ore, e siccome la notte d’estate ad Alghero è lunga, la città si presta a questo tipo di tendenza! Quasi sempre si muovono a piedi, quando proprio c’è lusso, si ha a disposizione una motocicletta. Quando si riposa? Di giorno! Nelle spiagge, in tutt’altra parte della costa, in prossimità quasi sempre delle pinete, ad Alghero c’è solo l’imbarazzo della scelta. Sono giovani che mangiano nelle tavole calde, si predilige la pizza al taglio, fanno piccole spese al supermercato: acqua, vino in tetra pack. Passano l’estate così, si accontentano, perché in definitiva le loro tasche non possono permettersi il soggiorno in albergo e tanto meno in un ostello. Sono figli di operai, di impiegati falcidiati dal caro vita. Ragazzi che in gioventù hanno frequentato con la famiglia Alghero, qui sono cresciuti, ora ritornano, vivendo quasi da emarginati, in una città che purtroppo per loro non può fare niente: sono i nuovi poveri, generati da una società che cresce vertiginosamente e con essa il costo della vita. Il caro-prezzi non fa sconti a nessuno, a rimetterci sono i più giovani, squattrinati perché disoccupati. Ma la vacanza, sebbene costi sacrificio, ad Alghero, sulla Riviera del Corallo, in Sardegna, va fatta! E’ una moda.
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