Si svolgerà oggi l´incontro del consiglio di amministrazione di Galsi, la joint-venture tra l’Italia e l’Algeria per la costruzione del gasdotto che porterà il metano in Europa. Il via ufficiale ai lavori sarà probabilmente per fine anno ma la conclusione è assicurata per il 2012
ALGHERO – Si riunirà oggi il consiglio di amministrazione di Galsi, la joint-venture tra l’Italia e l’Algeria per la costruzione del gasdotto che porterà il metano in Europa. L'inizio dei lavori slitterà probabilmente a fine anno ma ne assicuarno la conclusione nel 2012. L'accordo tra i due Paesi era stato firmato ad Alghero il 14 novembre di due anni fa’ durante un vertice intergovernativo dove si era stabilito l’arrivo di 40mila miliardi di metri cubi di gas metano all’anno, quasi la metà del fabbisogno dell’intera Penisola.
La Sardegna sarà una piattaforma fondamentale per il progetto con un tracciato di 270 Km che passerà in quaranta comuni e la costruzione di una rete interna per canalizzare il metano. Si diversificheranno così le fonti di approvvigionamento considerato che finora l’unico combustibile a disposizione nella Regione è il gpl, monopolizzato dalle poche aziende sul mercato che rilanciano i prezzi delle bombole in Sardegna almeno di 15/20 euro in più rispetto al resto della Nazione. Il collegamento diretto, poi, con il Paese fornitore, eliminerà i costi di royalties.
La realizzazione dell’opera prevede una spesa finale di circa tre miliardi e, secondo gli accordi, garantirà il rispetto e la salvaguardia del territorio e del mare interessati. «Consideriamo la tutela della natura e del paesaggio come un valore fondamentale della collettività – ha dichiarato Mohamed Yousfi, amministratore delegato di Galsi –e stiamo facendo indagini integrative per raccogliere le maggiori informazioni possibili sulle zone dove l’infrastruttura dovrà inserirsi».
La società ha già incaricato un gruppo di professionisti sardi di architettura del paesaggio, oltre alla selezione avviata di archeologi per lo studio del tracciato a terra in Sardegna. Anche l’accordo con l’Università di Cagliari per promuovere la cultura e l’approfondimento scientifico e tecnologico sul gasdotto è un’altra delle interazioni che il progetto offre al territorio. «Il momento della realizzazione, in termini di indotto rappresenta una significativa opportunità – assicura Yousfi – in particolare, la Sardegna sarà direttamente coinvolta nella parte significativa degli investimenti».
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