Lunedì 16, alle 18, nella sala incontri di piazza Castello 11 a Sassari. E´ la storia di Natàlia che comincia a diventare una giovane donna fino al momento in cui inizierà a essere vista come una donna anziana
SASSARI - Continua il nutrito ciclo di incontri proposti dalla libreria Messaggerie sarde sulla letteratura in limba sarda. A poco meno di 50 anni dalla sua prima stesura (1960), a poco più di 100 anni della nascita di Mercè Rodoreda, anche i sardi possono inserire La plaça del Diamant (già tradotto in una trentina di lingue) nel novero dei capolavori della letteratura europea del ‘900.
È di questi giorni, infatti, l’uscita di "Sa pratza de su Diamante", traduzione di Giagu Ledda, per i tipi Papiros di Nuoro. Lunedì 16, alle 18, nella sala incontri di piazza Castello 11, Antoni Arca presenterà il volume insieme al traduttore e all’editore Diego Corraine, che, già negli anni ’80, ha creduto nella lingua sarda in quanto strumento di letteratura, capace di confrontarsi con tutte le altre lingue del mondo, quindi anche con il catalano di Mercè Rodoreda, e con il ritmo e l’intensità del suo miglior romanzo.
Sa pratza de su Diamante è la storia di Natàlia che comincia a diventare una giovane donna fino al momento in cui inizierà a essere vista come una donna anziana. Ma la sua “banale” storia privata si innesta nella storia della Spagna e della Catalogna degli anni della guerra civile, dando vita a un intenso romanzo ; un crudele, ingenuo e sincero racconto della realtà catalana degli anni ’30 e ’40, che divenne sceneggiato televisivo di successo nel 1981 entrando definitivamente nell’immaginario catalano e spagnolo ed ora, con la traduzione di Papiros, anche un po’ sardo.
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