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A.B. 20 gennaio 2009
Operazione Albarom: Arrivano le condanne
Dodici le ordinanze di custodia cautelare nei confronti di cittadini albanesi e rumeni


OLBIA - Ieri pomeriggio, il Tribunale di Tempio Pausania in composizione collegiale, presieduto da Marco Contu, ha emesso la sentenza di condanna nei confronti degli imputati dell’operazione “Albarom” condotta dai Carabinieri di Olbia, sotto la direzione del Pubblico Ministero di Cagliari Gilberto Ganassi, iniziata nel 2005 e terminata nell’ottobre del 2007 con l’emissione di dodici ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di soggetti di nazionalità rumena ed albanese eseguite su tutto il territorio nazionale.

Gli imputati, sono comparsi davanti al Tribunale di Tempio Pausania in quanto accusati di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione di donne provenienti dall’est europeo che venivano costrette a prostituirsi sulle strade dell’Isola.

Il tribunale, con la sentenza di ieri, ha ritenuto fondate le accuse mosse dagli investigatori, condannando: il rumeno Costantin Velcu a sedici anni di reclusione per sfruttamento della prostituzione di ragazze minorenni e violenza sessuale; il connazionale Marinel Enea a dieci anni di reclusione per sfruttamento della prostituzione di ragazze minorenni. Per sfruttamento della prostituzione, il rumeno Ion Chimirea è stato condannato a dieci anni di reclusione, il connazionale Viorel Gicu Usurelu ad otto e l’italiano Ciro De Caro Ciro a 5. La cittadina rumena Ciurar Florentina Daniela Ciurar è stata condannata a quattro anni e sei mesi di reclusione per favoreggiamento della prostituzione, mentre l’albanese Arjeta Kabili, per lo stesso reato, dovrà scontare quattro anni di reclusione.

Per le stessa operazione sono gia stati condannati con il rito abbreviato dal Giudice per le Udienze Preliminari di Cagliari, l’albanese Andi Agalliu a dieci anni per sfruttamento e riduzione in schiavitù, mentre, dal Tribunale Tempio Pausania, gli albanesi Andi Skuro ed Arlind Skuro, rispettivamente a cinque anni e sei mesi e quattro anni di reclusione per sfruttamento della prostituzione.

Al vaglio della Corte d’Assise di Sassari la posizione di Andrea Ledda, del rumeno Jonel Ungureanu e gli albanesi Robert Baba e Trendelina Kaja, imputati per sfruttamento della prostituzione e riduzione in schiavitù di donne di nazionalità rumena ed albanese.
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