Il sindaco algherese ha inviato una lettera ad Angelino Alfano per migliorare la situazione del San Giovanni
ALGHERO - «Conoscendo il suo impegno per migliorare la giustizia italiana rendendola più snella ed efficiente, sono sicuro che si adopererà nel corso del suo mandato politico anche affinché sia data una soluzione al problema del sovraffollamento delle carceri. In ciò confido invocando un suo autorevole e risolutivo intervento finalizzato ad un consistente irrobustimento dell’organico impiegato che consenta alla struttura carceraria algherese di continuare a funzionare con i consueti livelli di eccellenza e secondo le capacità, le potenzialità e le professionalità che ancora oggi possiede».
Questa la richiesta inviata dal sindaco di Alghero Marco Tedde al ministro di Grazia e Giustizia Angelino Alfano. Il primo cittadino algherese si dice preoccupato non poco per la difficile situazione nella quale già da qualche tempo svolgono servizio gli agenti di custodia della locale casa circondariale. «Attualmente la struttura algherese conta un popolazione carceraria di duecentoventi detenuti dei quali si occupano appena ottanta agenti. Già il dato numerico mostra in tutta la sua gravità l’emergenza nella quale quotidianamente gli operatori carcerari sono costretti a lavorare, in condizioni di sicurezza di gran lunga lontane da quelle ideali e con un clima che affligge ed appesantisce ulteriormente la sofferenza di chi vive la reclusione. Il contrario di ciò che il nostro ordinamento giuridico si prefigge di raggiungere con la detenzione e di ciò che la struttura algherese è riuscita fino ad oggi a realizzare con non poche difficoltà, offrendo davvero l’opportunità di trasformare la pena detentiva in un’occasione di arricchimento umano, sociale e professionale da spendere poi una volta “scontato il debito” con la società».
Marco Tedde sottolinea come, per decenni, la casa di pena di Alghero abbia rappresentato un esempio virtuoso per l’intero sistema carcerario isolano e non solo, potendo vantare professionalità ed impegno non comuni che hanno fatto del “San Giovanni” un carcere modello. «Oggi tutto questo rischia seriamente di essere perduto e disperso a causa delle condizioni letteralmente disumane nelle quali gli agenti operano con orari di lavoro massacranti che non consentono la regolare fruizione di ferie e riposi, ed una pressione psicologica difficile da gestire i cui negativi effetti si riverberano inevitabilmente anche sulla popolazione carceraria», spiega il sindaco di Alghero, che aspetta ora una risposta reale da Roma alle esigenze del territorio.
Commenti