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A.B. 23 ottobre 2008
Un milione di euro di contributi pubblici irregolari
L’indebita percezione è a favore di un’azienda cagliaritana esercente l’attività di fabbricazione di radiatori e caldaie per riscaldamento


CAGLIARI - I militari del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Cagliari, nell’ambito delle operazioni di tutela della spesa pubblica nazionale e comunitaria, hanno scoperto una società operante nel settore della fabbricazione di radiatori e di caldaie per riscaldamento che, in violazione alle leggi regionali sulle concessione di contributi in conto capitale a imprese industriali su programmi di investimento e sugli interventi urgenti a sostegno degli investimenti nell’industria, ha percepito indebitamente contributi pubblici per oltre un milione di euro.

Gli accertamenti hanno permesso di appurare rilevanti condotte illecite, consistenti nella presentazione alla Regione, di documentazione attestante falsi giustificativi di spesa e attestazioni per pagamento di fatture per operazioni inesistenti. I finanzieri del gruppo “Tutela Spesa Pubblica” sono impegnati da anni nel controllo di tutte le tipologie di finanziamenti, nazionali e comunitari, erogati per incentivare lo sviluppo delle aziende sarde e spesso si imbattono nella solita società fittizia o collegata costituita ad hoc e disposta a fatturare lavori o prestazioni di servizio mai eseguiti. Il meccanismo è sempre lo stesso: una volta messo a bando il contributo da percepire, le società interessate dopo essersi fatte approvare il progetto dall’ente erogatore, provvedono a predisporre la necessaria documentazione per ottenere il contributo richiesto.

Però, molto spesso accade che i finanzieri, analizzando i documenti, seguendo i flussi finanziari dei pagamenti e procedendo a numerosi controlli incrociati nei confronti dei fornitori, per verificare la effettiva sussistenza dei rapporti economici, scoprono l’esistenza di reti di imprese, controllate da medesimi soggetti o amministratori, costituite al solo scopo di emettere fatture false per il successivo utilizzo in sede di richiesta del contributo da parte della società beneficiaria.

Anche questa volta, ai militari non è sfuggito il solito carosello di fatture che, dopo aver attestato il passaggio fittizio di prestazioni di servizio o forniture da una società all’altra, facendo duplicare e talvolta triplicare gli importi, hanno consentito l’ottenimento illecito di finanziamenti pubblici. I responsabili sono stati segnalati alla magistratura penale e, a seguito di una sentenza della Corte di Cassazione, anche alla Procura Regionale della Corte dei Conti per l’accertamento delle responsabilità erariali. Infatti, dopo la sentenza, anche i privati che accedono a fondi pubblici nazionali e comunitari sono chiamati, in caso di irregolarità penali o amministrative, al risarcimento del danno.


Foto d'archivio
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