SASSARI - Un romanzo d’esordio intenso e profondo, che coinvolge il lettore dalla prima all’ultima pagina in un intrigo politico giudiziario che ha come cornice il paese di Gitile, al “confine di ogni cosa”, in una Sardegna di quarant’anni fa. È “Diaspora” (edito da “Marietti”), di Paolo Maninchedda, che si cimenta nel genere dopo la raccolta di racconti “Non toccate la gramigna”, uscito nel 2001.
Protagonista del romanzo è don Alvaro Manca, uomo dalle tante contraddizioni, che assiste preoccupato da un piccolo ma drammatico intrigo che si intreccia con le vicende di un gruppo di ex compagni di scuola, sparsi per scelte di vita e di lavoro nell’universo della provincia sarda. Un racconto che è uno spaccato di storia civile e sociale italiana.
Paolo Maninchedda ha quarantasei anni ed è consigliere regionale e professore di Filologia romanza all’Università degli Studi di Cagliari. Collabora con diverse testate giornalistiche.
L’autore incontrerà i lettori venerdì 24 ottobre, con l’introduzione della consigliere regionale Simonetta Sanna e del direttore del settimanale “Tempi” Luigi Amicone. L’appuntamento, organizzato dalla “Libreria Internazionale Koinè”, con la collaborazione dell’Università degli Studi di Sassari, è in Aula Eleonora D’Arborea (all’Università centrale, in Piazza Università), alle ore 18.
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