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Red
8 ottobre 2008
«Alle imprese sarde briciole»
Il sindaco di Alghero Marco Tedde scive al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. «Parrebbe che le risorse non siano di provenienza governativa, bensì risorse regionali sottratte ai Comuni della Sardegna, se così fosse sarebbe una vera e propria beffa»

ALGHERO - Marco Tedde scrive al Premier Berlusconi in merito ai lavori per il G8 in programma a La Maddalena. Il primo cittadino algherese, non risparmia le critiche per una gestione del vertice internazionale che non coinvolgerebbe in primo piano le aziende sarde e che non sta realizzando, fino a questo momento, le ricadute occupazionali ed economiche stabilite negli accordi.
Pregiatissimo Onorevole Presidente Berlusconi,
è con immutata fiducia e stima che ritorno ancora una volta sull’importante vertice internazionale del G8. Si tratta di un occasione per la Sardegna che non ha eguali nella storia della nostra regione e che porterà benefici in termini di immagine e di miglioramento infrastrutturale. Sarebbe perciò decisivo e di vitale importanza per l’economia sarda riuscire ad intercettare ed a mantenere qui nel nostro territorio le conseguenti ricadute economiche ed occupazionali, partendo da un ampio e privilegiato coinvolgimento delle imprese locali nella realizzazione delle opere necessarie. Al riguardo debbo purtroppo mio malgrado rilevare, che nonostante i buoni propositi e gli impegni del Governo, nella prima fase tutti i sei grandi appalti sono stati affidati ad aziende non sarde. Alle imprese locali sono rimaste “le briciole”: lavori marginali ricevuti in subappalto nonostante avessero dimostrato ufficialmente di possedere tutti i requisiti tecnico-finanziari richiesti dalla Struttura di missione del G8. Ad aggravare il quadro già di per se fosco si pone il fatto che le imprese affidatarie realizzeranno i lavori con pochissimi collaboratori locali. La seconda fase che è in procinto di iniziare prevede la realizzazione di importanti collegamenti stradali tra le province di Sassari ed Olbia nonché il potenziamento e l’adeguamento delle strutture aeroportuali interessate. Vorremmo che in quest’occasione fosse scongiurata l’esclusione delle imprese locali in possesso di graduatorie, esperienza, professionalità e fatturato idonei a ricevere l’aggiudicazione diretta delle opere in questione. Vorremmo evitare che le nostre imprese e le nostre maestranze vengano tenute anche questa volta in una condizione di subordine, relegate nell’ombra a semplici comparse, proprio qui in casa nostra. Vorremmo, Onorevole Presidente, che almeno una volta fossimo noi sardi i protagonisti di un evento di tale importanza e prestigio che si svolge sulla nostra terra, tra le “nostre bellezze”. Vogliamo essere “i padroni di casa” a tutti gli effetti e non soltanto per “prestare” il nostro ambiente, le meravigliose cornici naturalistiche ed ambientali senza che nulla rimanga ai sardi. Ciò sarebbe inaccettabile, un vero e proprio “sfregio” alla nostra gente che in tantissime occasioni ha tollerato scelte calata dall’alto adeguandosi. Tra le altre cose, parrebbe che le risorse investite nelle opere infrastrutturali funzionali al G8 non siano di provenienza governativa bensì risorse regionali sottratte ai Comuni della Sardegna attingendo dai Fondi Fas. La distrazione di tali fondi per circa 200 milioni di euro pregiudicherebbe la realizzazione di opere in gran parte già avviate in tantissimi Comuni della Sardegna. Tali risorse non verranno recuperate e, pertanto, verranno poste a carico dei Sardi i quali non potranno beneficiarne in termini di ritorno degli investimenti in quanto, lo ribadisco, già nella prima fase sono state dirottate ad imprese della penisola a discapito di quelle sarde. Questa sarebbe una vera e propria beffa! Tali considerazioni m’inducono a chiedere un Suo autorevole intervento affinché non si consumi l’ennesimo inaccettabile sgarbo ai danni delle imprese sarde e di tutta la Sardegna. Le chiedo, Signor Presidente, di spendere una parola per evitare alle imprese sarde ed ai Sardi tutti l’ennesimo “scippo”, e per far si che siano previsti dei meccanismi che privilegino il coinvolgimento delle nostre imprese, sicuramente all’altezza della situazione potendo vantare quel valore aggiunto rappresentato dalla conoscenza dei luoghi, della morfologia del territorio e da conoscenze geologiche acquisite sul campo. Per questo faccio appello e confido anche nel Suo sincero sentimento che la lega da tempo alla nostra meravigliosa e bellissima terra ed alla nostra gente, auspicando che questa mia richiesta possa essere accolta.
Marco Tedde
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