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Sergio Ortu
23 maggio 2004
Da Alghero 100 tonnellate di pesce di alta qualità
Allevare pesci in mare aperto, l’idea imprenditoriale nata in città da un gruppo gi giovani imprenditori, sta dando i suoi frutti

Un’ambiziosa idea imprenditoriale: allevare spigole e orate a largo della rada di Alghero, nelle cristalline acque della Riviera del Corallo. Un finanziamento di circa tre miliardi delle vecchie lire ottenuto grazie alle legge 28 sull’Imprenditoria giovanile, ed ecco nascere per opera di quattro coraggiosi trentenni algheresi l’impianto ittico off-shore “La Maricoltura Alghero” a circa due miglia da da Fertilia ed Alghero. Ci sono voluti più di tre anni prima del decollo operativo del progetto dei giovani Mauro Manca, Luciano Solinas, Massimo Caragliu e Annamaria Solinas, ma dal 2000 l’impianto è entrato in produzione e questo è il quarto giro di boa di un sogno a lungo tenuto nel cassetto. La Maricoltura Alghero si è ormai ritagliata il suo spazio nel panorama ittico isolano: circa 100 tonnellate di buon pesce prodotto ogni anno con un fatturato di circa 750 mila euro. L’idea della “Maricoltura Alghero” non è nata per caso, ma si è basata su un’attenta indagine di mercato e ha puntato tutta la sua attività con un unico scopo: produrre pesce di alta qualità. Si è partiti proprio da un impianto in mare aperto dove il pesce vive nel suo ambiente naturale, dove le correnti sono tali non creare problemi di ricircolo d’acqua e si è puntato poi su un’alimentazione il più corretta possibile per ottenere un prodotto dalle caratteristiche organolettiche più simili al pesce pescato. Ne va orgoglioso delle sue orate e spigole, Mauro Manca amministratore delegato della società, e a bordo della motobarca “Capogalera” guarda e osserva le gabbie come qualunque altro allevatore di animali cura il proprio bestiame. La legislazione europea inquadrava fino a poco tempo fa l’allevamento del pesce nel panorama agricolo, ma in effetti si tratta di vera e propria attività zootecnica in mare aperto. Il futuro insomma che si preannuncia sempre più a breve termine. Gli stock ittici del pescato infatti stanno ormai diminuendo e presto per mangiare qualunque pesce bisognerà ricorrere al prodotto allevato. Lo sforzo di pesca negli ultimi decenni è stato scellerato ecco quindi che per evitare l’estinzione di molte specie bisogna limitare la pesca. E poi bisogna riconoscere che il pesce allevato in mare è molto simile a quello selvatico e sui banchi della pescheria arriva certamente più fresco. “Il nostro prodotto -commenta il responsabile commerciale della Maricoltura Alghero Luciano Solinas- una volta pescato incontra la morte immediatamente sulla barca con il ghiaccio e una volta confezionato raggiunge le pescherie in 12/24 ore. Ha dunque un aspetto freschissimo a differenza magari del prodotto pescato in mare aperto e che molte volte muore ancora imbrigliato nelle reti. Non si discutono i gusti, ma siamo convinti e la nostra clientela ce lo dimostra, che il nostro prodotto ha un buon gusto”. Orate e spigole della Maricoltura Alghero inoltre sono seguite da costanti controlli veterinari di qualità svolti da luminari del settore come ad esempio il prof. Fulvio Salati dello Zooprofilatico di Oristano e alimentari attraverso una ricerca di mangimi con il maggiore equilibrio organolettico. Il ciclo produttivo del pesce allevato prevede uno stazionamento dei lotti prima in gabbie di 600mc.(preingrasso) e poi 1800mc. (ingrasso) per un totale di 15 mesi circa, fino al raggiungimento della taglia commerciale di 3/3,5 etti. “Nessun utilizzo di antibiotici o mangimi con componenti tipo scarti di macellazione -spiega sicuro il direttore dell’impianto Massimo Caragliu- d’altronde la nostra scelta di tenere basse densità nella gabbie e trovandoci in mare aperto ci porta ad avere un basso rischio di patologie. Curare poi in mare aperto con antibiotici avrebbe inoltre scarsa efficacia”. Infine una delle carte vincenti dell’impianto ittico di Alghero, è la scelta di puntare su un programma di qualità che prevede la tracciabilità del prodotto. Attraverso un marchio apposto su ogni singolo pesce è possibile risalire al giorno della pescata, lotto, gabbia, alimentazione e giorno di arrivo in impianto. Insomma i presupposti per un buon futuro dell’attività produttiva ci sono tutti e giudicare dalla passione ed entusiasmo dei quattro soci, non si può che migliorare.
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