Il "Piano Fenice" in discussione parla di numerosi esuberi. Preoccupazione tra i dipendenti Air One di stanza nell´aeroporto Riviera del Corallo. La flotta della nuova Alitalia avrà quattro basi in Italia ma nessuna in Sardegna
ALGHERO - Inizia a far discutere il "Piano Fenice" della nuova Compagnia Aerea Italiana, all'esame del Governo e dei Sindacati. La "fusione" tra Alitalia e Air One porterà almeno a 3250 esuberi (tutti Alitalia), forse molti di più, e non fa dormire sonni tranquilli ai circa 130 dipendenti AirOne dello scalo Riviera del Corallo di Alghero.
A volerci vedere chiaro sono sopratutto gli stagionali (circa 30 solo ad Alghero) che temono di perdere priorità di occupazione nei confronti dei numerosi tagli di Alitalia.
E così si ritorna a parlare di possibili trasferimenti in seno alla Sogeaal, la società algherese che controlla e gestisce lo scalo catalano. Possibile, infatti, che riprenda corpo il già avviato piano di assorbimento di tutti i dipendenti Airone da parte dell'ente gestore, un'operazione vista di buon grado dalla compagnia aerea e mai esclusa dalla Sogeaal.
In Italia intanto sale la protesta dei precari. Sono i 3.000-3.500 lavoratori precari di Alitalia e AirOne: Steward, hostess, assistenti di volo, uomini e donne con alle spalle anni di contratti a tempo determinato. Il ministro Sacconi cerca di rassicurare: «Al momento, nel piano industriale, è ovvio che i precari siano fuori. Ma è altrettanto ovvio che anche la nuova compagnia avrà bisogno di contratti stagionali».
La flotta della nuova Alitalia, il cui valore sarà di 4,2 mld di euro, sarà costituita da 137 aerei nel 2009, per arrivare a 158 nel 2013. La quota del mercato domestico della nuova compagnia, insieme ad Air One, passerà dal 30 al 55% e saranno 65 le destinazioni raggiunte fra voli nazionale e internazionali.
Previste già quattro nuove basi in Italia (Napoli, Catania, Venezia e Torino) mentre lo scalo di Linate sarà dedicato esclusivamente alla tratta Roma-Milano. Resteranno fuori dal perimetro della nuova Alitalia il cargo e la manutenzione pesante, mentre rimane da valutare se rientreranno l'amministrazione, il call center e l'information technology.
Nella foto Carlo Toto di AirOne
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