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S.A. 21 agosto 2026
«Fusione scali, serve trasparenza negli atti»
Lo dichiara Michele Pais, esponente della Lega ed ex Presidente del Consiglio regionale, commentando le notizie sull’acquisizione, da parte della Guardia di Finanza su delega della Procura regionale della Corte dei Conti, di documentazione relativa al futuro dello scalo di Cagliari-Elmas e all’integrazione dei tre aeroporti sardi


ALGHERO - «Quanto sta emergendo conferma i dubbi che abbiamo sollevato sin dall’inizio sull’operazione aeroporti. La domanda resta senza risposta: qual è il reale vantaggio per la Regione e soprattutto per i sardi?». Lo dichiara Michele Pais, esponente della Lega ed ex Presidente del Consiglio regionale, commentando le notizie sull’acquisizione, da parte della Guardia di Finanza su delega della Procura regionale della Corte dei Conti, di documentazione relativa al futuro dello scalo di Cagliari-Elmas e all’integrazione dei tre aeroporti sardi. «Già in occasione della parifica del rendiconto erano emersi rilievi e interrogativi della Procura contabile sull’operazione, sull’impiego delle risorse regionali e sul ruolo del pubblico nella futura governance. Lo abbiamo denunciato dall’inizio: l’operazione appariva fumosa sotto il profilo dell’interesse pubblico».

Pais richiama in particolare i numeri: «Non si comprende perché la Regione dovrebbe investire 30 milioni di euro per acquisire appena il 9,25% della futura holding, rimanendo fortemente minoritaria, senza che nell’equity dell’operazione trovino adeguato riconoscimento gli oltre 200 milioni di euro investiti negli anni dalla Regione nel sistema aeroportuale sardo».
«Siamo favorevoli a una rete aeroportuale sarda, come indicato dal Piano Nazionale degli aeroporti del Mit, capace di coordinare Cagliari, Olbia e Alghero nell’interesse dell’Isola. Ma una cosa è costruire un sistema integrato al servizio della Sardegna, altra è un’operazione finanziaria nella quale il pubblico mette le risorse mentre controllo e capacità di indirizzo rischiano di finire prevalentemente nelle mani dei privati».

Secondo Pais, anche il rinvio al 2027 dello stanziamento regionale dei 30 milioni conferma la fondatezza delle perplessità sollevate dall’opposizione: «La Giunta Todde, a seguito delle nostre ripetute denunce e confermate dalle perplessità della Corte dei Conti, è stata costretta a fermarsi in un’operazione ormai conclusa dalla sottoscrizione dell’accordo da parte della Presidente Todde. Un fatto gravissimo e rappresenta la superficialità con cui questa Giunta affronta temi così importanti. Non si capisce quale fosse l’interesse perseguito, se quello pubblico pare essere molto debole. Prima di impegnare un solo euro dei sardi bisogna spiegare quale beneficio concreto ne ricaveranno i sardi e la Sardegna. E finora nessuno l’ha spiegato, a differenza degli interessi privati che sono ben chiari».

«Gli aeroporti, soprattutto in un’Isola, non sono una normale attività commerciale: garantiscono diritto alla mobilità, turismo, sviluppo delle imprese e collegamenti con l’Italia e l’Europa. Devono quindi essere gestiti avendo come primo parametro l’utilità sociale e territoriale».
«Il principio è semplice: gli aeroporti sardi devono essere utili prima di tutto ai sardi, prima ancora di produrre utili per i privati. Il profitto è legittimo, ma non può prevalere sull’interesse collettivo quando sono in gioco infrastrutture strategiche costruite anche grazie a ingenti risorse pubbliche».
«Servono trasparenza sugli atti, chiarezza sulla valutazione economica degli scali e garanzie sul controllo pubblico. Se deve nascere una rete aeroportuale unica – conclude Pais – deve servire a migliorare collegamenti, frequenze, competitività e diritto alla mobilità, garantendo equilibrio fra Cagliari, Olbia e Alghero. Prima viene l’interesse dei sardi, poi tutto il resto».

Nella foto: Michele Pais
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